LECCO, DOVE L’ACQUA ERA ORO.
RICOSTRUITA DA MALAVEDO
LA VIA DEL FERRO SUL GERENZONE

via del ferro (1)LECCO – Il ricordo del passato industriale lecchese rinasce con un progetto che rende fruibile la via del ferro lungo la vallata del Gerenzone. L’iniziativa “Fiumi di Memoria – Valorizzazione degli itinerari di archeologia industriale lecchese per la promozione culturale e turistica del territorio”, patrocinata dal comitato provinciale Arci di Lecco insieme al Servizio giovani del Comune e al Sistema museale urbano nell’ambito del progetto Cura del bene Comune 2018, ha ridato valore al passato sociale e culturale della lavorazione del ferro e dell’industria tessile, che ha caratterizzato la storia di Lecco e che trovava linfa vitale proprio dalle acque del Gerenzone.

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Sembra che l’interesse verso l’archeologia industriale del territorio lecchese sia alto vista la grande partecipazione di un pubblico multigenerazionale alla presentazione del progetto, inaugurato questo sabato pomeriggio partendo dal ponte di Malavedo. Il percorso si snoda in un museo a cielo aperto, frutto di un’attenta ricerca storica su territorio denso di un patrimonio storico e culturale conservato non solo nei musei, ma in molti angoli della città. Come tiene a notare Mauro Rossetto, che ha un ricordo personale della Lecco industriale, ma ne ha visto perdersi la memoria, “questo è un modo per coinvolgere i quartieri e la cittadinanza”.

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L’acqua dei fiumi, il lago, i manufatti industriali lungo la valle del Gerenzone sono valorizzati nel progetto come peculiarità del lecchese rivolta non solo ai cittadini, ma anche a un bacino turistico sempre più ampio. Grazie all’impegno delle alunne del Liceo Manzoni in alternanza scuola lavoro, coordinate dai professori, sono state individuate undici stazioni di interesse storico-culturale che partono da Malavedo e arrivano a Palazzo Belgojoso in corso Matteotti: accanto ai luoghi di maggiore importanza sono stati installati pannelli informativi, tradotti in inglese.

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Accompagnati dalle preparatissime studentesse seguiamo le tracce della via del ferro e guardiamo con gli occhi del visitatore aree urbane che parlano dell’antica vocazione metallurgica della città. “L’acqua adesso è solo acqua, ma un tempo era oro”, commenta un anziano residente di Malavedo alla finestra, vedendo passare i visitatori. Scoprire i reperti di archeologia industriale lungo la valle del Gerenzone è una piacevole passeggiata di circa un’ora, che si snoda tra le strette stradine di Malavedo, le vecchie trafilerie, le dighe che controllano il corso del fiume, accompagna il visitatore fino all’ex filatoio Sala Maria, al Capannone neogotico dell’ex ditta Badoni e si conclude a Palazzo Belgiojoso.

L.L.

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