LECCO, L’EX BANDIERA MARCONI:
“QUESTA SQUADRA PUÒ VINCERE”

Lorenzo marconiLECCO – “Questa squadra può davvero salire in Lega pro”. Parola di una delle più grandi bandiere blucelesti di tutti i tempi: Lorenzo Marconi, il più presente nella ultracentenaria storia del Lecco con ben 498 presenze. “Siamo solo alle prime partite – spiega l’ex difensore – c’è ancora un campionato intero da giocare, sarà molto difficile arrivare primi, ma la squadra sembra attrezzata per vincere il girone. Non so se la società è a posto, conosco solo il direttore sportivo Gigi Cappelletti che mi ha riferito di aver ingaggiato una rosa per cercare la promozione diretta in Lega pro. E tutto questo per Lecco sarebbe molto bello”.

Calciatore dai primi anni ’80 fino ai duemila, Marconi ha vissuto annate tra la C e la D. “Ma penso che la categoria giusta per i blucelesti sia la Lega pro. Lecco ha uno stadio vero, c’è grande tradizione e con una promozione si potrebbe risvegliare la passione. Anche se nel calcio c’è sempre meno entusiasmo, a partire dalla serie A”. L’ex capitano ricorda quando al Rigamonti-Ceppi c’erano tre-quattromila lecchesi sugli spalti, anche in Interregionale. “Ci sono sempre stati alti e bassi, ma a un certo punto era stata creata una squadra con pochi soldi e, in ogni caso, avevamo risvegliato l’entusiasmo in città. Bisognerebbe ancora puntare sui giovani del territorio, più legati alla maglia e alla città”.

Anche se ora sono l’allenatore argentino Zanetti e il bomber brasiliano França a guidare i blucelesti, anche se il lecchesissimo Cardinio è sempre più leader. Ora, dopo i quattro gol rifilati all’Olginatese – formazione ostica, dalla difesa solida e storicamente è difficile da battere in casa – i tifosi blucelesti possono tornare a sognare un ritorno tra i professionisti. França e compagni hanno mostrato i muscoli alle altre pretendenti al titolo del girone B.

Ora c’è da capire quanto starà fuori Vignali. Il centrocampista è uscito in barella domenica per un dolore alla gamba. Gli esami di martedì saranno rivelatori. Senza di lui però ci sarà da soffrire.

 

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