LECCO/CORTEO SOTTO LA PIOGGIA
PER FESTEGGIARE LA RESISTENZA.
LA CERIMONIA IN SALA TICOZZI

corte 25 aprileLECCO – Un corteo nutrito ma silenzioso è partito questa mattina poco dopo le 10 dal santuario della Vittoria, dove monsignor Cecchin ha celebrato la tradizionale messa del 25 aprile, per festeggiare il 72° anniversario della Liberazione dell’Italia dal dominio nazi-fascista.

Senza il consueto accompagnamento musicale della banda, oltre 300 persone hanno sfilato, sventolando qualche bandiera, sotto la pioggia fino a raggiungere il monumento ai caduti di largo Montenero dove il sindaco Virginio Brivio in rappresentanza del comune e il consigliere Luigi Comi per la Provincia, hanno depositato le corone di fiori in memoria dei cittadini lecchesi caduti durante la Resistenza.

Dopo la lettura del decreto con il quale, il 19 aprile del 1974, alla città di Lecco è stata assegnata la medaglia d’argento per “aver opposto per venti mesi una fiera resistenza ai rastrellamenti e alle deportazioni”, in sala Ticozzi sono intervenute le istituzioni cittadine per i discorsi di rito.

largo monetero_25 aprile_4“Questo è un appuntamento importante oltre la retorica, per riflettere sui valori della libertà, della democrazia e della fratellanza che oggi più che mai necessitano di essere difesi – esordisce il primo cittadino –. Non possiamo limitarci a commemorare un periodo buio della nostra storia, il 25 aprile oggi ha un significato denso e profondo, che deve farci reagire e non soccombere alla paura che suscitano le notizie drammatiche di stragi di innocenti che accadono nelle città europee o in quelle di Paesi più lontani geograficamente e culturalmente. Le nostre coscienze non devono assuefarsi al terrorismo, ma possono vincerlo con la forza dei nostri valori di libertà e democrazia che sono nel nostro Dna di italiani”.

“La resistenza è questo impegno attivo – prosegue Brivio – è la volontà di non arrenderci a quello che succede nel mondo, ma di attivarci contro la diffusione dei sentimenti di odio a difesa della nostra libertà, che abbiamo grazie a chi 72 anni fa ha combattuto contro il fascismo. Siamo tutti figli del 25 aprile e non dobbiamo manifestarlo solo oggi ma tutti i giorni”.

liliana baccari_prefetto_25 aprileA sottolineare invece l’importanza del nuovo concetto di patria nato con la Resistenza è il prefetto Liliana Baccari: “Il senso di patria, riscoperto in uno solo con il valore della libertà, è un frutto prezioso della Resistenza, diventato sostrato fondamentale della nostra Costituzione e conquistato grazie alla scelta di combattere, presa non senza qualche esitazione, poi spazzata via dalla dichiarazione di guerra alla Germania che ha permesso all’Italia di prendere il suo posto in Europa e nel nuovo assetto democratico”.

“La liberazione – continua Baccari – ha permesso di ritrovare una nuova unità nazionale e di intraprendere il percorso democratico e dei diritti: il voto alle donne rappresenta più di ogni altra cosa questo salto democratico. Libertà e democrazia sono beni ottenuti con il sacrificio di uomini e donne e sono un bene che va difeso e custodito giorno dopo giorno”.

giuseppe resinelli anpi_25 aprile“Il 25 aprile ha chiuso la tragica esperienza della guerra e lo sviluppo sociale ed economico del dopoguerra deriva da questa vittoria – ricorda Luigi Comi, che ha oggi fatto le veci del presidente della Provincia –. Oggi è una storica giornata di riscatto nazionale e le giovani generazioni non devono smettere di vigilare sulla libertà che ci è stata consegnata grazie a chi ha combattuto”.

In contrapposizioni al forte periodo di crescita ricordato da Comi, Giuseppe Resinelli dell’Anpi mette in luce le gravi difficoltà che caratterizzano i nostri giorni: “in un momento in cui le difficoltà economiche, la disoccupazione giovanile, la criminalità organizzata, i femminicidi sono la quotidianità, bisogna tenere fermi i principi su cui si è stata fondata la nostra Costituzione, che è un inno alla autonomie, istituzionali, culturali, associazionistiche, contro il centralismo burocratico che ha caratterizzato non solo l’epoca fascista ma anche quella precedenti. Il messaggio attuale della Resistenza è che non c’è libertà se c’è subordinazione”.

comunità ivoriana 25 aprileA chiudere la cerimonia una delegazione della comunità ivoriana residente a Lecco, che ha raccolto l’invito dell’amministrazione a partecipare ai momenti istituzionali della città e ha preso parte alla manifestazione del 25 aprile, ricordando che se loro sono qui è anche grazie al fatto che l’Italia è un paese libero e democratico. A contestare invece fuori dalla sala Ticozzi alcune scelte dell’attuale amministrazione, un gruppo di giovani del movimento Sinistra classe rivoluzione; punto centrale della critica la concessione di spazi pubblici a realtà vicine agli ideali fascisti.

Manuela Valsecchi

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