LOVISARI, NIENTE DOMICILIARI.
SI VA VERSO IL REINTEGRO?

LECCO – Il manager della sanità pubblica Mauro Lovisari non andra più agli arresti domiliari: quasi un anno dopo l’avviso di garanzia del 6 maggio 2014 per turbativa d’asta si è chiusa la controversia legata alla misura cautelare nei confronti del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Lecco – tutt’ora commissariata.

I legali di Lovisari – gli avvocati Stefano Pelizzari e Michela Andresano – avevano fatto ricorso a gennaio presso la Corte di Cassazione, che ha annullato la decisione presa sei mesi prima dal Tribunale del Riesame; la pubblica accusa ha rinunciato all’appello. Ora quindi il manager dovrà soltanto attendere l’avviso di conclusione indagini e la fissazione della data per l’udienza preliminare e nel frattempo potrebbe venire reintegrato nel suo incarico.

Lovisari si è detto soddisfatto di avere evitato i domiciliari: “Dopo 10 mesi di sofferenza – ha dichiarato venerdì – finalmente s’è capito che non ci sono tutti quei pericoli paventati dal Tribunale del Riesame. Mi rammarica che ci sia voluto tutto questo tempo, e a maggior ragione quando c’è il ‘sospetto di innocenza’. Ci rendiamo conto che stiamo discutendo ancora dei domiliciari, quando abbiamo già portato la prova che la gara contestata era in realtà regolare?”. Il dirigente sanitario rimane indagato con l’accusa di turbativa d’asta – nell’ambito di un filone secondario originato dall’inchiesta “Ecatonchiri” su presunti appalti pilotati nell’ambito di Expo e degli interventi previsti per la realizzazione della Cittadella della Salute di Sesto San Giovanni.

 

 

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