LUCA E MARIO, GAMMA IN CERCA
DI SOCCORSO. MENTRE L’INFARTO AVANZA E NON DA’ SCAMPO

INTROBIO – Mario parla senza quasi mai fermarsi, è ancora sotto shock. Ha trascorso gli ultimi momenti con l’amico Luca alla ricerca di un soccorso, per giungere infine – da soli – in ospedale quando ormai era troppo tardi.

Sopraffatto dai ricordi Mario Valsecchi di Valgregentino, anche lui classe 1962, va a tanti anni indietro quando il coetaneo Luca gruppo gamma logoBorghetti lo aveva salvato in montagna, sulla verticale della via alta Carbonari, gettandogli un pezzo di corda, perché – slegato – si era trovato in un pezzo difficile. “Oggi non sono riuscito a ricambiargli il favore”.
Sono due alpinisti, due del gruppo Gamma.

Luca Borghetti, originario di Pescate e residente ad Annone Brianza, è morto stamane d’infarto, il malore lo ha colto a Introbio, alle placche vicino alla Cademartori, mentre con tre amici stava facendo provare alcuni tiri in salita ai figli: un ragazzino che frequenta la seconda media e una adolescente di 17.
Imprenditore (autodemolitore ad Annone Brianza), si era allontanato dalla montagna per seguire la sua azienda, però dall’anno scorso aveva ripreso a camminare e scalare.

E con chi se non con Mario il compagno della prima salita?
“Avevamo 16 anni, ci siamo conosciuti proprio imparando ad arrampicare. A 17 insieme ad altri due, Giambattista Colombo e Maurizio Villa ci eravamo impegnati nella prima ripetizione del Forcellino sopra l’Orsa Maggiore, 600 metri che poi quasi nessuno ha più tentato”. Un quartetto falcidiato successivamente dal destino: Mario Valsecchi è l’unico superstite del gruppo.

CASA DELLE GUIDEStamane, dopo una sola salita ritornato alla base Luca Borghetti ha lamentato di sentire male alle braccia. Un atteggiamento insolito per un uomo sempre pieno di vigore, poi è giunto il dolore allo sterno.
Per non spaventare i figli si è allontanato verso l’auto, seguito a ruota dall’amico. “L’ho trovato seduto sul posto del passeggero”.

Insieme i due si recano all’Asl d’Introbio, sede della guardia medica e di una associazione di volontari del soccorso.
Borghetti entra nell’edificio, fuori l’amico vorrebbe parcheggiare sui posti più vicini, ma una persona appena multata lo sconsiglia, un vigile quindi gli indica il parcheggio. Nel frattempo l’impreditore è lentamente di ritorno, si siede sul marciapiede perché non ce la fa. All’amico dice: “Qui dicono di non essere attrezzati, dobbiamo andare all’ospedale”. Ripartono, ma all’altezza della Croce Rossa di Balisio, (località di Ballabio sulla provinciale) tentano ancora, Borghetti sente che si tratta di un infarto. Mario scende trova a fatica il campanello al primo piano.
Suona, suona, suona. Non c’è nessuno, come normalmente accade quando i volontari non sono di turno. Riprendono quindi la via per l’ospedale, aprendosi la strada a suon di clacson.

“Alla rotonda di Ballabio parlava ancora – racconta Mario –  ma a metà tunnel l’ho sentito in difficoltà, mi sono girato e aveva gli occhi semi chiusi”. E’ disperazione, l’auto ruggisce sulla strada.
Giunti in ospedale i medici tentano l’impossibile, ma l’infarto è di quelli devastanti che non lasciano speranze.
“A me quei 15 minuti che avremmo magari risparmiato mi rimarranno in mente per tutta la vita, anche se mi hanno assicurato che non sarebbero bastati per salvarlo”, continua afflitto Mario Anghileri.
Lui era lì con il suo amico. Si percepisce nella voce tutta l’angoscia di chi ha visto la vita sfilarsi e sfumare, trasformando una tranquilla domenica in tragedia.

Poi ritorna a Luca: “Era un vulcano in piena eruzione. Personalità riservata, ma metteva grande energia in tutto ciò che faceva. In più era rassicurante, perché non si fermava alla prima difficoltà”.

Questa è la storia di due Gamma. Di una amicizia nata e conclusasi in montagna, come ha osservato la moglie di Borghetti, Milena.

La sede dell’associazione di alpinisti, in via Promessi Sposi a Lecco, sarà quindi di nuovo camera ardente, a meno di un mese di distanza da quando accolse la salma di Marco Butch Anghileri, il climber deceduto dopo una caduta sul monte Bianco.

 

 

 

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