180 MIGRANTI IN PROVINCIA:
LA RIFLESSIONE DI ‘LES CULTURES’

LES CULTURES LOGOLECCO – A parlare è Les Cultures – Laboratorio di cultura internazionale, associazione che in città da oltre vent’anni sostiene le posizioni degli “ultimi del pianeta” muovendosi con autorevolezza negli ambiti di integrazione, cooperazione e promozione culturale.

Con questa lettera Les Cultures apre a una riflessione sull'”emergenza profughi”, aspetto che vede coinvolte molte realtà della provincia.

 

Attualmente sono ospitati presso la Provincia di Lecco circa 180 migranti tra Barzio, Galbiate, Calolziocorte, Colico, Lecco, Esino Lario, Ballabio, Sueglio e da ultimo Cremeno. Sono numerosi i dati che si potrebbero snocciolare relativamente alla questione dei richiedenti asilo, ma ci preme fare qualche considerazione che permetta ai lettori di andare un pochino più a fondo del problema.

L’emergenza sbarchi è prima di tutto una questione nazionale e il governo italiano ha messo in moto un sistema di accoglienza che coinvolge tutti: Regioni, poi a scendere Prefetture e Comuni. La ripartizione dei richiedenti asilo avviene in base a tre criteri che sono: la popolazione residente, l’accesso al Fondo Sociale Europeo (principale strumento finanziario di cui l’Unione europea si serve per sostenere l’occupazione negli Stati membri oltre che per promuovere la coesione economica e sociale) e l’esclusione dei territori colpiti dai recenti eventi sismici dall’elenco dei territori di accoglienza.

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Pur rappresentando meno dell’1% della popolazione straniera residente in Italia, i migranti sbarcati sulle nostre coste nelle ultime settimane incidono sul sistema di accoglienza del nostro Paese, e considerando le condizioni di instabilità politica e di conflitto dei molti Paesi che si affacciano sul mediterraneo, si prevede che l’afflusso sulle nostre coste sia destinato ad aumentare.

Le Prefetture ricevono il compito da parte del Ministero dell’Interno di identificare e trovare un alloggio per queste persone, e la sistemazione avviene laddove ci sono strutture disponibili o da rendere disponibili. Spesso le persone arrivano a Lecco con un preavviso davvero minimo.

Se le strutture disponibili fossero state in Comuni diversi da quelli citati all’inizio dell’articolo, forse quegli abitanti che si sentono minacciati dalla presenza dei richiedenti asilo non si sarebbero nemmeno resi conto di queste presenze “estranee”.

Concordiamo con il fatto che una cinquantina di profughi ospitati a Maggio di Cremeno (come i 40 a Esino o i 17 a Barzio), siano una presenza importante rispetto agli equilibri locali.
Appare inutile prendersela con chi ha dovuto lasciare il proprio paese per scappare da situazioni di guerra, povertà o sfruttamento. La distribuzione delle persone sul territorio deve essere concordata tra i diversi Comuni della Provincia, ad esempio.

Forse è prevalsa una logica miope secondo la quale “se il problema non è nel mio comune non mi riguarda”, fino a quando la Prefettura non si trova ad intervenire perché una sistemazione la deve trovare, e anziché procedere con soluzioni ragionate si tappano i buchi in qualche modo.

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Esistono poi numerose false credenze che riguardano i richiedenti asilo, come quella del cosiddetto pocket money, ovvero una piccola somma di denaro che i ragazzi ricevono ogni giorno ad uso personale. Ebbene tale cifra ammonta a 2,50 Euro, utilizzati per lo più in telefonate, acquisto di biglietti del pullman, o sigarette.

Esiste poi un’altra cifra, 35 euro al giorno (in verità 32,50 Euro ossia 35 meno 2,50) che viene riconosciuta dalla Prefettura alle strutture che hanno dato la loro disponibilità ad ospitare i profughi. Tale somme comprende vitto, alloggio, e in qualche caso l’attivazione di un corso di italiano.
I fondi sono stanziati dal Ministero dell’Interno.

Tralasciamo le riflessioni che riguardano il lavoro del volontariato e del mondo del terzo settore in generale, che sul territorio di Lecco è intervenuto e interviene per “umanizzare” quello che altrimenti sembrerebbe un processo di una catena di montaggio più che un’azione di solidarietà e rispetto dei diritti umani e ci limitiamo, grazie a questo spazio a noi concesso, a ringraziare chi in questi mesi ha messo a disposizione tempo, risorse, competenze e generosità per essere di aiuto in una situazione che resta tutt’ora una forte emergenza umanitaria

Lecco, 17.10.2014
Associazione Les Cultures Onlus

 

 

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