OMICIDIO VANOI, PENA DIMEZZATA
PER L’ASSASSINO DI MANDELLO:
15 ANNI E OTTO MESI

Corte dAssise MilanoMILANO – Una Camera di consiglio durata poco meno di un’ora e mezza ha sancito in Appello a Milano (Seconda Sezione della Corte d’Assise, presidente Anna Conforti) la condanna a 15 anni e otto mesi per Giuseppe Merlini, 67 anni di Mandello del Lario per l’omicidio della 60enne maestra valtellinese Loredana Vanoi. L’uomo, originario di Besana Brianza, uccise la compagna “in un impeto di gelosia”, nell’abitazione sondriese di lei, durante la notte tra il 24 e il 25 agosto del 2012.

L’anno scorso in primo grado Merlini era stato condannato a 30 anni di carcere, oltre a un risarcimento di 250mila euro a testa per la madre e la figlia della vittima e di 100mila euro al fratello, l’ex CT della Nazionale di fondo Sandro Vanoi.

Secondo quanto venne accertato, a scatenare il raptus omicida fu proprio la gelosia, quando l’uomo “scoprì” la donna cancellare dei messaggi che riteneva fossero di un presunto amante: le recise la giugulare con un coltello da cucina e poi infierì sulla maestra – a quel punto già morta – colpendola alla testa col basamento in marmo di una coppa. Poi vagò a lungo nella notte per le strade di Sondrio prima di costituirsi in Questura, confessando il delitto.

In appello la PM Antonelli ha chiesto invano l’applicazione dell’aggravante della crudeltà, ma i giudici hanno accolto invece la tesi difensiva dei legali di Merlini, sancendo l’insussistenza delle aggravanti (futili motivi e appunto crudeltà); per questo la pena è stata dimezzata rispetto a quella comminata in primo grado a Sondrio.

 

 

 

 

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