ORRIDO RUMOROSO, LA REGIONE SCRIVE AL SINDACO: “LA MULTA
E’ ROBA VOSTRA, NON DELL’ARPA”

MILANO – “Caro Roberto, ho letto con sincero interesse la sua lettera-appello sul caso della Cascata dell’Orrido finita alla ribalta delle cronache, non solo locali, in queste ultime settimane più per il ‘rumore’ delle sue dichiarazioni che per il contenuto stesso della vicenda”.

Si apre così la lettera indirizzata al sindaco di Bellano Roberto Santalucia, a firma dell’assessore regionale lombardo all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi.

“So bene – prosegue la missiva – quanto non sia semplice oggi esercitare la funzione di primo cittadino, soprattutto nei piccoli comuni: sempre meno risorse e servizi che rischiano di essere tagliati. Ho un grande rispetto per lo sforzo quotidiano che mettete in campo quali difensori della comunità in cui vivete. Questo però non mi esime dal fare alcune precisazioni in merito alla vostra lettera che sconta purtroppo alcune inesattezze e forzature”.

DOVEROSE PRECISAZIONI – “Innanzitutto Regione Lombardia si è subito interessata alla vicenda al solo scopo di valutare potenziali contributi alla risoluzione del caso. Dagli elementi di conoscenza fornitici da ARPA – scrive l’assessore – si è potuto comprendere, come a lei ben noto, che il caso ha avuto origine dall’esposto di un cittadino che lamentava il disturbo avvertito dal rumore prodotto dalla cascata dell’Orrido. Il Comune di Bellano, Ente competente per la vigilanza e il controllo dell’inquinamento acustico, ha attivato formalmente ARPA per la valutazione sul campo dell’impatto acustico della cascata. La cascata da molti anni non ha più le caratteristiche di ‘naturalità in quanto il torrente che la genera è sfruttato a scopo idroelettrico: il suo funzionamento è  regolato da una convenzione, tra la società proprietaria della centrale idroelettrica Hydro Energy Power srl e il Comune di Bellano, che ne regola i flussi e gli orari di funzionamento per l’uso a scopo turistico (funziona solo negli orari di apertura al pubblico dell’Orrido). La situazione, quindi, si inquadra pienamente tra quelle  regolamentate dalla legislazione in materia di tutela dall’inquinamento acustico”.

ARPA PARTE ATTIVA – “L’ARPA – si legge ancora nella lettera – consapevole dei problemi che si sarebbero generati nell’attuare le misurazioni, si è fatta parte attiva  normalizzando una richiesta di incontro al Sindaco (ottobre 2013) per esaminare congiuntamente la problematica e cercare di trovare soluzioni. In quella sede l’Amministrazione Comunale rilevava che era prossima la stipula di una nuova  convenzione con la società idroelettrica in cui si stabiliva una riduzione degli orari di funzionamento. In primavera, visto il persistere del disturbo sono state effettuate le dovute misurazioni nell’abitazione del cittadino (dal 7 al 16 giugno 2014), che hanno dimostrato come la sorgente sonora costituita dalla ‘cascata artificiale facente parte dell’Orrido’ (come da convenzione) generava il superamento dei limiti di legge. ARPA, in qualità di organo Accertatore, ai sensi della Legge n.689/81 ha dunque provveduto alla
comunicazione della violazione notificandola all’autorità competente (il Comune nella persona del Sindaco) cui spetta assumere tutti i provvedimenti ritenuti necessari, sia di carattere sanzionatorio che di mitigazione dell’inquinamento acustico.

GLI ACCERTAMENTI DI ARPA – “In merito alla richiesta che il Comune ha formulato ad ARPA di ritirare la notifica della sanzione amministrativa – scrive ancora l’assessore Terzi – devo ribadirle che ARPA, in qualità di organo tecnico a supporto degli Enti Competenti, svolge unicamente accertamenti di tipo strumentale e, non essendo Autorità Competente, non è titolare del procedimento sanzionatorio ma è solo preposta all’accertamento e alla contestazione nel caso di superamento dei limiti di legge; spetta al Comune, quale Autorità Competente (art. 14 della Legge 689/81 e della L.R. n. 13/2001) valutare quanto riscontrato dall’Agenzia e assumere tutti i provvedimenti conseguenti (compresa l’eventuale archiviazione della sanzione, opportunamente motivata). Lo ripeto: nè Arpa e tantomeno la Regione possono multare. L’8 ottobre scorso avete incontrato il Prefetto e il dirigente territoriale di Arpa per facilitare una soluzione positiva della vicenda. Sono certa che la soluzione sia ormai vicina. Mi auguro quindi che non si continui erroneamente a scrivere che a sanzionare il Comune sia stata la Regione Lombardia”.

NO A SCARICABARILE – “Come mio costume – conclude la titolare regionale all’Ambiente – sarà sempre al fianco Suo e di tutti i suoi colleghi amministratori locali, per quanto nelle mie possibilità. Ma sarà, con altrettanta decisione, sempre vigile nel tutelare l’immagine di Regione Lombardia, cui non possono essere ‘scaricate’ le responsabilità locali che sfuggono di mano. Questo è il nocciolo di sussidiarietà e del federalismo: la responsabilità di gestire i bisogni delle comunità più vicino possibile a dove questi nascono. Una lezione che amo ripetere, in primis a me stessa, tutti i santi giorni per ricordarmi bene come condurre l’assessorato regionale che ho l’onore di guidare su delega del Presidente Maroni”.

 

 

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