OTTO MESI AI DOMICILIARI
PER UN 37ENNE: PICCHIO’ VIOLENTEMENTE UNA DONNA

LECCO – Ieri alle 23.30  circa due equipaggi della Squadra Volante sono stati inviati dalla Sala Operativa nei pressi del Monumento ai Caduti in via Martiri delle Foibe, a seguito della segnalazione della presenza di una donna distesa a terra, priva di sensi, verosimilmente a seguito di un’aggressione subita poco prima. Giunti sul posto gli agenti, raccolti i primi utili elementi da alcuni testimoni presenti, hanno accertato che una donna di origine albanese era stata ripetutamente colpita con uno zaino, anche alla testa, da un uomo. Sia la vittima che l’aggressore sono stati prontamente individuati.

L’uomo, in possesso di uno zaino, si è mostrato subito reticente al controllo rifiutandosi di fornire i documenti e le proprie generalità; improwisamente, girandosi di scatto, ha colpito alla gamba un agente, facendolo cadere a terra. A quel punto, i poliziotti si vedevano costretti ad immobilizzarlo; l’uomo ha indirizzato agli Agenti ogni tipo di ingiuria e minaccia e, una volta giunto presso gli Uffici della Questura per accertamenti, ha proseguito imperterrito la sua condotta violenta ed aggressiva tentando, inoltre, di autolesionarsi cercando di colpire con la testa la porta della cella di sicurezza. All’interno dello zaino, con il quale l’uomo aveva percosso la donna, alcune bottiglie di vetro.

La donna è stata accompagnata presso il Pronto Soccorso, dove le sono state diagnosticate contusioni multiple con trauma cranico e parziale mobilizzazione di un dente; la vittima, successivamente, ha sporto denuncia-querela  nei  confronti  del  suo aggressore.

L’uomo, identificato per Ilio Cella, nato a Lecco, classe 1976, con precedenti di Polizia, è stato tratto in arresto per i reati di violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale, nonché denunciato per minacce gravi, rifiuto di fornire le proprie generalità ed ubriachezza. Nella mattinata odierna è stato celebrato il rito direttissimo presso il Tribunale di Lecco: il reo è stato condannato alla pena di otto mesi di reclusione (arresti domiciliari).

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