PASSA PER LECCO IL “GIALLO”
DELLA DONNA UCCISA A MILANO
E GETTATA IN LAGUNA

Mahtab altra fotoLECCO – La ragazza nella valigia. Sembra la trama di un film horror, semplificata dagli errori grossolani dei presunti assassini. Prevede un cadavere che viaggia in treno dentro a un trolley, un lungo giro da Milano al Lario, fino a Venezia.  Una trentenne studentessa dell’Accademia delle belle arti di Brera Mahtab Ahad Savoji, sarebbe stata uccisa dai propri coinquilini nell’appartamento condiviso, proprio alla vigilia dell’uscita dalla casa della ragazza per trasferirsi altrove viste le divergenze esistenti.

La giovane, strangolata e denudata, è stata trovata martedì scorso al Lido di Venezia. Sono subito partite le indagini della Polizia di Stato da parte delle squadre Mobili di Venezia condotta da Marco Odorici e di Milano guidata da Alessandro Giuliano, inchiesta è arrivata alla coppia di coinquilini, due indiani: la cameriera Gagandeep Kaur, 30enne, e il portiere d’albergo Rajeshwar Singh, 29enne, giunti a Milano recentemente. Tra le due ragazze, secondo il comunicato stampa della Polizia, erano in corso dei dissapori.

Una volta compiuto il delitto i presunti assassini avrebbero chiuso la povera Savoji in una valigia per sbarazzarsi del corpo, in un primo momento volevano gettarla nel nostro lago. Il ragazzo ha dichiarato di essere arrivato fino a Lecco per compiere il gesto, ma trovato il lungolago affollato ha deciso di optare per la riviera veneta, dove aveva lavorato in passato.

Mahtab foto violenzaLa polizia li ha identificati attraverso le immagini del loro passaggio impresse dalle telecamere della stazione di Venezia e poi successivamente all’uscita di un imbarcadero al Lido (vedi il video). Quindi li ha fermati. Rajeshwar Singh ha dichiarato di aver trovato la ragazza già morta nel suo letto – e spaventato – avrebbe cercato si sbarazzarsi del corpo.

Fa comunque davvero impressione trovare tra le immagini del profilo della giovane studentessa iraniana messe sul proprio profili di facebook quella pubblicata qui a sinistra, dove si vede una donna picchiata e semi nuda avvolta nella bandiera iraniana capovolta, a significare il rifiuto della violenza. Sfogliando le sue foto si nota chiaramente una ragazza che amava il cinema, l’arte e aveva nel cuore il bello e il rispetto civile tra le persone.

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