PD PER “LO STATO SUL TERRITORIO”
NEL FUTURO DI ENTI E UFFICI
ANCHE LA SORTE DEI POMPIERI

fragomeli e bolognini PD 03LECCO – Venerdì 5 febbraio si è riunito il Circolo 1 del Partito Democratico per discutere sul tema “Lo Stato sul Territorio – Dalla Riforma della PA alla Caserma dei Vigili del Fuoco: scenari futuri per la Lecco di domani”.

A presenziare l’evento il deputato Gian Mario Fragomeli e l’assessore Gaia Bolognini, presente nel pubblico il presidente della Provincia Flavio Polano, il segretario cittadino del PD Fornoni, una rappresentanza dei Vigili del fuoco lecchesi guidata dal comandante Roberto Toldo e alcuni cittadini.

Il principale tema di discussione è relativo alla riforma della Pubblica Amministrazione, la quale sta spingendo verso una sorta di “emigrazione dello Stato” ai danni di piccoli capoluoghi come quello lecchese. Lo Stato non può andare via da Lecco e per scongiurare ciò occorre tutelare i suoi enti. Fragomeli snocciola i punti fondamentali di tale riforma sulla P.A. relativi alla “eliminazione degli enti e alla loro rimodulazione sul territorio, attraverso l’affermazione di tre principi fondamentali: la semplificazione della vita del cittadino; gli aiuti agli investitori; e i tagli agli sprechi con conseguente miglioramento dei servizi”.

fragomeli e bolognini PD 02Il 21 gennaio 2016 il Consiglio dei Ministri ha varato i primi 11 emendamenti di questa riforma, mantenendo due decreti ancora in fase di discussione. Tali decreti si riferiscono in primo luogo a quanto concerne la futura Area Vasta, la quale potrebbe vedere un accorpamento tra enti, per poi ridefinirne l’equilibrio. La battaglia di Fragomeli su questo punto risale al 2013 “per il mantenimento della figura del prefetto in Lecco, in modo da farne un deterrente per il decadimento a cascata del coordinamento dell’ordine pubblico e di conseguenza la perdita di questura, carabinieri ecc…”. Il 31 dicembre scorso si sarebbe dovuta perdere la prefettura, ma ora si è ottenuto il congelamento di tale taglio.

Il declassamento di Lecco per aggregazione a un’altra provincia quale Monza Brianza o Como, determinerebbe una diminuzione del personale e la rovina del servizio sul territorio. Sullo stesso tema anche le Camere di Commercio sono a rischio diminuzione del 15-25% del personale e l’unica soluzione – spiega Fragomeli – “consisterebbe nell’aggregazione tra Camere, ma mantenendo le attività sul territorio come scelta opzionale e non come costrizione”. Finora sono stati congelati questi emendamenti, ma quanto si riserva di compiere la riforma della Pubblica Amministrazione è dato dal “far entrare la nostra realtà in una aggregazione che ne tuteli e riveda i servizi, per Lecco e le altre 23 province a rischio” spiega Fragomeli.

In ultimo sono state trattate le due questioni più spinose relative alle opere pubbliche in corso, o meglio in stallo, in città: Piazza Affari e la caserma dei pompieriPer il cantiere di Piazza Affari sono state trovate le risorse necessarie per il recupero funzionale dell’ex area Cereghini e sono state utilizzate le risorse provenienti dal fondo di coesione di Palazzo Chigi pari a 4 milioni di euro. Il problema rimane per il comando dei Vigili del Fuoco, i quali dopo 23 anni sono ancora in attesa della nuova caserma.

caserma vigili del fuoco maps OK

Le difficoltà di inserimento della caserma dei pompieri nelle richieste di risarcimento in vista della riforma della P.A. hanno un grave limite: i tempi. Le stesse tempistiche che hanno trascinato la questione per oltre due decenni. Il tempo è il fulcro della situazione, in quanto se ci si dovesse intrecciare a Monza o Como, con strutture già adibite, difficilmente verranno investiti denaro nella caserma lecchese fatiscente, occorre risolvere la questione prima che sia troppo tardi.

Due sono le alternative, entrambe da adottare in tempi brevi: il Bione o l’Area Linee Lecco. La prima era già stata scartata per la mancanza di opportune deroghe e la presenza di un metanodotto, occorre quindi che la proposta di Linee Lecco diventi competitiva per garantire l’ipotesi residuale, altrimenti il presagio è chiaro: la caserma dovrà lasciare Lecco per stanziarsi, nella migliore delle ipotesi, in uno dei comuni limitrofi.

Gaia Bolognini assessoreL’assessore Gaia Bolognini rivede un excursus degli avvicendamenti che negli ultimi anni si sono imperversati sulla questione della caserma dei pompieri (rileggi qui la nostra intervista del mese scorso), in attesa di una nuova sede da 23 anni, sono emerse una serie di incongruenze e in particolare, come ricorda il Comandante provinciale dei Vigili del fuoco, Roberto Toldo, di parole gettate al vento.

> Guarda qui le immagini esclusive della futura sede dei Vigili del fuoco di Lecco

Negli anni, le legislature e i consigli comunali susseguitesi hanno fatto a gara per lavarsene le mani e non tenere fede alla parola data, come riporta il Comandante “sono stati una lunga serie di equivoci a far sì che il problema non si sia ancora risolto, piuttosto che mantenersi ai patti. Il verbale della conferenza dei servizi del 23 marzo 2008 riporta che l’allora presidente del Parco Adda Nord, Falchi, esprimeva parere pieno e totale per l’opera nell’ente, di lì a pochi mesi si riporterà un parere contrario, prorogando ulteriormente la questione”.

caserma vigili fuoco idea progetto 3 okTra 15 giorni avverrà un’ulteriore conferenza dei servizi e si spera ci si possa avvicinare alla soluzione definitiva, ma restano amareggiati i tanti pompieri al servizio della città, che si sono visti mancare fiducia e solidarietà da parte degli stessi cittadini. Come sottolinea il Vigile del fuoco Orazio Secchi, “la precarietà della locazione della caserma attuale e la possibile ripercussione nel servizio, scuote minori effetti nella cittadinanza rispetto al rischio di deturpamento della flora e fauna, tanto dibattuto”.

Si sono susseguiti in questi vent’anni una serie di capricci ai vertici per rimbalzarsi la palla sulla questione e allo stesso tempo le scusanti che si sono udite hanno avuto talvolta del ridicolo, purchè nessuno dovesse assumersi la responsabilità del progetto. Ora i tempi stringono e la soluzione deve venire il prima possibile, oppure resteremo l’unica provincia in Italia a non avere una sede idonea per i pompieri, ma per assurdo la città potrebbe dire di aver salvaguardato flora e fauna.

Martina Panzeri

 

 

 

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