PECULATO: EX CONSIGLIERI REGIONALI LECCHESI A RISCHIO DI PROCESSO

LECCHESI INCHIESTA RIMBORSI REGIONEMILANO – Potrebbero venire processati per peculato i quattro ex consiglieri regionali lecchesi finiti nell’inchiesta sulle spese “allegre” (oltre tre milioni di euro contestati complessivamente ai vari gruppi) in Regione.

Concluse le indagini la Procura di Milano ha eliminato un indagato, mentre per restanti 64 indiziati ha deciso di richiedere il rinvio a giudizio, tra questi ci sono anche tre ex consiglieri lecchesi Carlo Spreafico (PD), Giulio Boscagli (Forza Italia), Stefano Galli e Giulio De Capitani (Lega Nord) – da sinistra a destra nella foto a lato.

Come si ricorderà la magistratura aveva passato al setaccio i rimborsi di tutte le forze politiche presenti nella precedente amministrazione lombarda, grazie agli esperti in forza alla Guardia di Finanza.Ne erano uscite delle voci di spesa che avevano fatto clamore come i 196mila euro destinati a Corrado Paroli genero dell’ex leghista Stefano Galli. Al giovane – con il titolo di terza media in tasca e operaio di mestiere – sarebbe stata affidata una consulenza per quell’importo al fine di effettuare una “valutazione dell’attività legislativa attinente i rapporti tra Regione ed enti locali a supporto dell’attività del consigliere Stefano Galli”. Insomma una cosa ‘in famiglia’ tra suocero e genero, il denaro – invece – pubblico.

D’altra parte il ragazzo aveva ottenuto seimila euro – sempre nella forma di rimborso spese regionali – per il pranzo di nozze con la figlia dell’ex leghista, denaro quest’ultimo poi restituito una volta che l’inchiesta della Procura aveva fatto emergere la questione.

A Boscagli, De Capitani e Spreafico invece vengono confutate spese minori. Dell’ex assessore regionale ciellino (nonché già sindaco di Lecco negli anni ’90) sono stati ritenuti “non conforni” gli acquisti in tecnologia tra i quali alcuni Ipad usati per sé e come dono. Spreafico, allora esponente del Pd, si sarebbe fatto pizzicare con un peccato di gola lasciando negli scontrini dei rimborsi pure la Nutella, ben più consistenti invece i 2.607 euro spesi per pubblicare il suo libro “Tramonto celeste, alba democratica“, scritto con il giornalista Costantino Corbari, anche questi soldi finiti nella nota spese regionale e quindi contestati dalla Procura di Milano.Ora la palla passa al Gip, il giudice per le indagini preliminari, che deciderà chi mandare a processo e chi, invece, svincolare dalle accuse formulate dai procuratori milanesi.
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