PENSIERO E IMMAGINI/
LA MARATONINA DEI PEDONI
E DEL BUONUMORE

VEDUTE SULLA MARATONA (4)LECCO – Semafori verdi e segnaletica indiscutibile per la Maratonina lecchese che ha dato la precedenza alla salute, ai corridori instancabili e determinati, ai pedoni allegri e con gli sguardi sulle vedute di Lecco impossibili da notare dalle auto in corsa. Una domenica che ha aperto il mese di marzo con una soleggiata cittadina piena di gioia. Sarà stato questo primo accenno di primavera a rallegrare i lecchesi e a portarli attorno al percorso dell’evento alla sua ottava edizione? O forse il tifo per i coraggiosi iscritti? Qualunque sia la risposta, la Maratonina ha dimostrato che lo sport è ancora orgoglio sincero, spirito cittadino e invito a lasciare le auto adorate a riposo.

Ascoltando i commenti, qualcuno ha ricordato le belle domeniche degli anni settanta con le strade chiuse tutto il giorno al traffico e i ragazzini che scendevano in pattini dai rioni alti. Una proposta ripresa negli ultimi decenni troppo sporadicamente, bloccare solo il lungo lago pare sia irrilevante per molti. Una mattinata sotto lo sguardo delle statue dimenticate dei nostri storici o culturali concittadini, il Mazzini coperto da un pino mai potato, il comodo Manzoni sulla nobile poltrona, il dubbioso Stoppani, e appena immerso nel lago luccicante, il caro San Nicolò. Tutti sfiorati dal percorso.

VEDUTE SULLA MARATONA (3)Intanto la corsa univa le chiacchiere dei “tifosi”, ossia coniugi e fidanzati dei corridori, con i figli, il cane e gli amici, lì per la bellezza di un’iniziativa coinvolgente e molto ben organizzata. I raccolti saranno destinati alla Casa sul Pozzo, la realtà capitanata da don Angelo Cupini, tra gli uomini di Lecco che ci rende orgogliosi della “lecchesità”. Pare proprio che i consigli migliori su come investire le risorse per la cultura e il “tempo libero” vengano dall’arte, dallo sport intelligente e dal volontariato. Quest’ultimo, oggi, è stato rappresentato in tutto il suo assetto in alta uniforme, dalla Croce Rossa alla Protezione Civile e all’Ass. Naz.le dei Carabinieri. Volontari immancabili alla gestione ambientale e ricreativa del nostro territorio e che meriterebbero la giusta attenzione e l’idoneo sostegno economico da parte delle istituzioni.

Diffusa l’opinione che il blocco al traffico sarebbe stato apprezzato anche nel pomeriggio, ma il tempo di chiedere a qualcuno e intanto da Corso Martiri incombeva il fremito delle prime auto. Pare che tra le prime donne premiate siano apparsi i nomi “Nives, Elisa e Rosalba”, che coincidenza, dal lago ci ricordiamo anche dell’alpinismo e dei nostri amati rifugi.

Michele Casadio

 

 

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