PEREGO STRADE: IL CIRCOLO AMBIENTE PARTE CIVILE
AL PROCESSO REATI AMBIENTALI

TRIBUNALE LECCOLECCO – Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” è parte civile nel processo sui presumibili danni ambientali causati dalla Perego Strade in molti cantieri a nord di Milano, passando per la Brianza e per Como. A deciderlo e’ stato oggi, 24 giugno, il Giudice monocratico del Tribunale di Lecco Salvatore Catalano, che ha appunto ammesso la costituzione di parte civile dell’associazione Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, nel procedimento penale contro i responsabili della Perego Strade (impresa infiltrata dalla ‘ndrangheta), accusati di reati ambientali perpetrati in svariati cantieri, ubicati in particolare nelle province di Lecco, Como e della Brianza.

Questo il commento di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”: “Col nostro avvocato, Maria Grazia Corti, siamo riusciti a far sì che la nostra associazione possa stare nel processo contro i responsabili della Perego Strade, accusati dello smaltimento abusivo di rifiuti di varia origine in molti cantieri gestiti dall’impresa infiltrata dalla ‘ndrangheta. Spiace considerare che le Istituzioni (Comuni, Province) non si siano altrettanto costituite come parti civili”.

Si rammentano i dati inquietanti contenuti nel decreto di rinvio a giudizio dei titolari della Perego Strade (insieme ad altre persone): si parla di circa 2.600 tonnellate di rifiuti di diversa origine (provenienti da vari cantieri, tra cui alcuni di Canzo, Como e Milano) che sarebbero stati depositati abusivamente, ovvero senza autorizzazione, nell’area della ex cementeria di Cassago Brianza. Si parla inoltre di circa 110 mila metri cubi di macerie da demolizione provenienti da 78 cantieri (per un totale di più di 6 mila trasporti con camion!), depositati dapprima a Cassago e poi portati in alcuni cantieri della zona, tra cui quello del nuovo Ospedale S. Anna di Como, del raddoppio ferroviario Carnate-Airuno, dello svincolo stradale di Lurago d’Erba, e poi cantieri di Orsenigo, Nibionno ed altri ancora. Il tutto si sarebbe verificato nel periodo che va dal 2008 al 2009.

Proprio qualche anno prima, nel 2006, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” lanciò un allarme sui possibili danni ambientali derivanti dal deposito di inerti nella miniera di Cassago Brianza, annessa all’area dell’ex cementeria. Così scrivevamo nello specifico “… non è chiaro chi e come eseguirà i controlli sul materiale conferito. La preoccupazione è infatti che i controlli vengano delegati … alle stesse imprese edili che conferiranno i loro scarti”, e paventavamo possibili conferimenti di “materiali inquinanti” nell’area della miniera di Cassago, allora gestita proprio dalla Perego Strade.

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” da più di 20 anni “lotta contro gli scempi ambientali nel territorio compreso tra le province di Lecco, Como e della Brianza”.

Con la costituzione di parte civile, il Circolo “ha voluto sostenere il lavoro di inchiesta delle Procure ed evidenziare il pesante danno ambientale perpetrato al nostro territorio. Occorre infatti considerare che una parte dei rifiuti risulterebbe tutt’ora interrata in corrispondenza di importanti strutture pubbliche come appunto il nuovo Ospedale S. Anna o opere viabilistiche e ferroviarie realizzate negli ultimi anni”.

Conclude Fumagalli: “Alla Magistratura chiediamo la condanna dei responsabili dei reati ambientali e la possibilità di ripristino ecologico”.

 

 

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