PIANO TRIENNALE PER ISTRUZIONE
RIDIMENSIONATI GLI ISTITUTI
E ALTERNANZA SCUOLA/LAVORO

Salvatore Rizzolino assessoreLECCO – Con il solo voto contrario della sinistra, rappresentata da Alberto Anghileri, e l’astensione dei quattro consiglieri del Carroccio, è stato approvato dal consiglio comunale di questa sera il primo Piano triennale integrato per il diritto allo studio e la qualità del sistema dell’offerta formativa della città Lecco, relativo agli anni scolastici 2016/2017, 2017/2018 e 2018/2019. “Quella della triennalità è un aspetto tutt’altro che marginale – spiega l’assessore all’Istruzione Salvatore Rizzolino – che esprime la volontà di porsi in sintonia col mondo della scuola e trasforma quello che è un documento programmatico in uno strumento di amministrazione per la città”.

L’aspetto centrale di questo piano è il nuovo dimensionamento scolastico che passa da quattro a tre istituiti comprensivi. “Il calo della natalità è un aspetto particolarmente documentato che non può non essere tenuto in considerazione e che non va subìto ma gestito dall’amministrazione. È un fenomeno complesso, congiunturale, economico, culturale e quella del ridimensionamento è una risposta parziale che fornisce però la cornice amministrativa entro la quale dovrà muoversi la nuova riorganizzazione”.

DATI NATALITA' LECCO DICEMBRE 2016“La didattica è la principale preoccupazione di questo piano e per la sua qualificazione si mettono in atto tante progettualità, raggruppate in otto ambiti, che il comune ha interesse a perseguire assieme alle scuole – prosegue l’assessore –. Il  piano traccia un solco e propone un orizzonte ma si costituisce come un documento in progress che ha bisogno dello sforzo di riflessione di tutti”.

I ringraziamenti per questo articolato e complesso lavoro sono arrivati da tutte le parti politiche, per “il carattere della triennalità, che ha anche il pregio di avere una visione a lungo respiro del mondo della scuola del nostro territorio, che permette a tutti noi di intravedere le criticità o gli aspetti che possono essere migliorati”, spiega la consigliera dem Anna Nicolai; così come per aver recepito anche i suggerimenti delle fazioni politiche di minoranza, come sottolineano Paola Perossi (Ncd) e Massimo Riva (M5s), il quale evidenzia come ci sia ancora molto da fare “soprattutto su temi come il pre-scuola e il piedibus, che spesso sono servizi e valori aggiunti che costituiscono una discriminante per le famiglie al momento della scelta tra scuola pubblica e paritaria”.

Cinzia Bettega Lega nordPiù critica la Lega con Cinzia Bettega che si chiede “in cosa sia consistita la collaborazione realizzata con alcune associazioni del territorio per la stesura del Piano, in particolare con l’associazione culturale Assalam e con il Cpia di Lecco, che si occupa anche della scuola in carcere, incentivando i detenuti di origine straniera a imparare l’italiano e a conseguire una certificazione di livello A2 per poter ottenere la carta di soggiorno”. Nel mirino del collega Stefano Parolari invece l’alternanza scuola/lavoro: “Per come l’ho vista attuarsi io nel mondo privato mi sembra un modo poco serio il modo di formare la gente”.

Puntuali le risposte di Rizzolino ai dubbi sollevati dalle opposizioni: “Nell’ambito dell’alternanza abbiamo stipulato tre convenzioni per 232 alunni che passeranno negli uffici comunali. Io non mi permetto di esprimere giudizi sulla realtà del privato, quello che mi interessa è ciò che succede nel Comune di Lecco. Noi abbiamo stabilito un protocollo d’intesa col Provveditorato e ogni convenzione è corredata da un progetto che il gruppo di lavoro deve svolgere. Per quanto riguarda le associazioni che hanno collaborato con noi sono diverse. Col Pime ad esempio abbiamo posto in essere un progetto dal titolo ‘Fame di pane, fame di altro’; le scuole hanno chiesto di approfondire il tema degli Orti didattici e per questo abbiamo contattato Coldiretti. Il centro islamico collabora con alcuni doposcuola e in alcuni istituti fornendo mediatori culturali, oltre ad aiutarci a vigilare sulle situazioni difficili. La scuola carceraria del Cpia si occupa naturalmente dell’inserimento di carcerati anche nei casi in cui essi provengano da altre nazioni. Il comune non deve stanziare risorse ulteriori, se non il pagamento delle utenze e il conferimento dei locali”.

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Manuela Valsecchi

 

 

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