PROVINCIA E CARITAS INSIEME
PER DARE LAVORO
AI DISOCCUPATI LECCHESI

LECCO – Lunedì 3 febbraio è partito il primo laboratorio di ricerca attiva del lavoro promosso dalla Provincia di Lecco a favore di 13 disoccupati provenienti dai Centri di ascolto della Caritas della zona pastorale III della Diocesi di Milano.

La possibilità di partecipare al laboratorio, che consiste nel fruire di un servizio di accompagnamento e rimotivazione alla ricerca del lavoro già erogato gratuitamente ai lavoratori coinvolti nelle crisi aziendali seguite dall’Unità di Crisi della Provincia di Lecco, viene così estesa anche alla fascia dei lavoratori più in difficoltà relegati ai margini del mercato del lavoro.

I laboratori di ricerca attiva del lavoro sono percorsi di orientamento individuale garantiti dal gruppo, che rispondono alla necessità di affrontare, opportunamente orientati, la delicata fase della ricerca di opportunità professionali, utilizzando i principali canali e strumenti.

Questi percorsi sono progettati secondo una logica laboratoriale, anche grazie alla possibilità di disporre di un’aula informatica attrezzata con PC messi a disposizione dalla Provincia di Lecco mediante risorse stanziate da Regione Lombardia per il finanziamento del progetto Polo di eccellenza per la gestione del mercato del lavoro e delle risorse umane in provincia di Lecco.

L’avvio delle attività è il risultato di una collaborazione da tempo consolidata tra Provincia di Lecco e Caritas per fronteggiare gli effetti della crisi su un numero crescente di persone che, a causa di uno stato di disoccupazione che si protrae nel tempo o della perdita del posto di lavoro, scivolano rapidamente in una condizione di profondo disagio economico.

Anche se le situazioni più critiche continuano a riguardare principalmente gli stranieri, tra le persone in difficoltà che si rivolgono alla Caritas cresce il numero di italiani non più in grado, da soli o attraverso la rete familiare o parentale, di sostenere le spese basilari per vivere e disporre dei mezzi per promuovere la propria candidatura, come un computer con il collegamento a internet.

Pertanto, l’obiettivo della collaborazione è offrire, insieme alle attività di natura più assistenziale della Caritas, quelle di supporto al reinserimento professionale promosse dai Centri per l’impiego della Provincia.

“Il rapporto di collaborazione con Caritas – spiega l’assessore ai Servizi alla Persona e alla Famiglia, Politiche Giovanili, Lavoro Antonio Conraterè nato dopo il lancio del Fondo Famiglia Lavoro, quando la Diocesi di Milano era guidata dal cardinale Tettamanzi, e si è consolidato con il passaggio alla fase 2 voluto dal cardinale Scola. Con l’avvio delle attività per questo primo gruppo di disoccupati cerchiamo di favorire il percorso di reinserimento professionale, ben sapendo che sono persone per varie ragioni fuori dal mercato del lavoro da molto tempo. Per le donne le difficoltà a trovare un’occupazione sono ancora maggiori. E’ impressionante vedere come persone che fino a poco tempo fa avevano un’occupazione e conducevano una vita serena e dignitosa si ritrovano ora in profonda difficoltà. Qualcuno paga scelte e comportamenti sbagliati, ma molti si sono ritrovati in questa situazione avendo fatto sempre il proprio dovere. Sarei felice se qualche imprenditore contattasse i nostri uffici in Provincia per comunicarci che ha bisogno di personale e che vuole dar fiducia a chi vuole ripartire da zero”.

“Questa esperienza avviata con l’unità di crisi della Provincia – aggiunge il referente della Caritas di Lecco Matteo Ripamonticerca di aiutare persone che la Caritas intercetta perché hanno perso il lavoro, che hanno ormai da tempo finito le risorse economiche, che sono povere di esperienza professionale, relazioni, stima in se stesse. L’aiuto che si vuole dare è quello di un loro miglioramento complessivo per una ricerca attiva del lavoro, fornendo conoscenze relative a competenze, mercato del lavoro, strumenti da utilizzare, modalità per intercettare le offerte di lavoro. In sostanza si dà loro una mano affinché non rimangano ai margini di un mercato del lavoro certamente difficile, ma che può offrire ancora qualche opportunità, che però bisogna saper cogliere”.

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