RIORGANIZZAZIONE IN COMUNE,
I DIPENDENTI: “NON SI TOCCA
LA SEGNALAZIONE IN PROCURA”

PALAZZO BOVARA LECCOLECCO – Prosegue il muro contro muro tra dipendenti comunali e Amministrazione. Oggi si è svolta la seconda assemblea dei lavoratori, dopo quella del 30 novembre, dove hanno partecipato un centinaio di persone. I punti all’ordine del giorno: le azioni svolte presso la prefettura e le proposte fatte dall’amministrazione nonché quelle poste dalle Rsu e dalle organizzazioni sindacali.

“Stabilito che tutti tengono a riaprire il tavolo del confronto, e non continuare a innalzare muri sempre più alti – spiega Marco Paleari, Fp Cgil -, va da se che le affermazioni del sindaco in consiglio comunale (e in prefettura), che come primo atto parlano di una presa distanza formale e pubblica da parte della Rsu e delle organizzazioni sindacali rispetto alla segnalazione fatta alla Procura della repubblica nel mese di maggio relativa alla riorganizzazione, fondi ecc… appaiono e sono ricattatorie e quindi non possono essere accettate. Ci tengo a sottolineare che noi non abbiamo mai considerato Brivio un delinquente. Detto questo i lavoratori in assemblea si sono espressi a maggioranza di rimandare al mittente quindi non accettare la presa di distanza sugli atti alla Procura richiesta del sindaco, come elemento di apertura del tavolo”. Ben 54 dipendenti hanno votato per non abiurare, mentre 16 hanno cercato il compromesso. Solo una settantina di lavoratori sono rimasti a votare.

Di contro hanno già fatto pervenire all’Amministrazione le richieste dei lavoratori. “Ovvero rivedere la delibera sugli obiettivi, un confronto serio sulla produttività e la meritocrazia per i prossimi obbiettivi di produttività, il confronto su misure concrete e condivise nel merito del benessere organizzativo, le condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro, nonché la richiesta della presenza del sindaco ai tavoli di trattativa – indica Paleari -. Temi questi che i lavoratori caldamente hanno chiesto di sostenere, tanto più che tutto questo si riflette già nell’accordo di intesa sul rinnovo del contratti pubblici siglati con il governo il 30 novembre scorso”.

 

 

 

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