RISOLTO IL GIALLO DI GROSOTTO? ARRESTATO IL PRESUNTO ASSASSINO DI VERONICA BALSAMO

SONDRIO – I Carabinieri del Reparto Operativo di Sondrio, in collaborazione con militari della Compagnia di Tirano, nella serata di ieri 2 ottobre hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Sondrio a carico di Emanuele Casula, 18enne di Grosotto.

L’uomo è gravemente indiziato dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere di Veronica Balsamo, il cui corpo senza vita è stato rinvenuto in Località Roncale del Comune di Grosotto il 24 agosto scorso e del tentato omicidio di Gianmario Lucchini, aggredito la sera del 23 agosto, tuttora ricoverato in gravissime condizioni presso l’Ospedale di Sondalo.

A questi gravissimi delitti si aggiungono il furto di un’auto e di un box di farmaci (avvenuto la mattina del 23 agosto), il furto di una mountain bike, utilizzata per raggiungere il luogo d’incontro con la Balsamo, intorno alle 20.05 del 23 e, infine, il furto del veicolo di Veronica Balsamo (utilizzato per il tentativo di fuga dal luogo dell’omicidio).

A questo risultato si è giunti dopo più di un mese di indagini articolate, che, coordinate dalla Procura della Repubblica di Sondrio, sono iniziate con un accurato sopralluogo sulla scena di entrambi i delitti e proseguite con l’escussione di decine di persone (alcune sentite anche più volte), l’esame di riprese dei sistemi di videosorveglianza,  attività – anche tecniche – mirate allo studio del contesto dell’indagato: I Carabinieri hanno quindi minuziosamente ricostruito la tempistica in cui gli eventi si sono svolti, dal momento in cui il Casula è stato notato lasciare il centro di Grosotto a bordo della bicicletta che ha rubato, al momento in cui è stato visto con Veronica Balsamo, è uscito di strada con il veicolo sottratto alla ragazza (sulla quale questa non era presente), si è dato ad una precipitosa fuga nei boschi nonostante i testimoni dell’incidente gli offrissero aiuto; è stato ricostruito il percorso eseguito dal Casula per raggiungere l’abitato di Grosotto, passando da casa di Gianmario Lucchini, che ha aggredito fino quasi a ucciderlo, per poi proseguire, correndo,  sporco di fango e  sangue delle vittime e ferito alla mano destra, verso il paese, dove è stato nuovamente immortalato dalle telecamere di sorveglianza. Si è quindi unito ad un gruppo di amici che, più di un’ora dopo, lo hanno accompagnato a casa dove è stato, infine, rintracciato dai Carabinieri.

In tutto questo spazio di tempo, anche agli amici più stretti, nulla ha detto sulla sorte di Veronica Balsamo.

E’ stato determinante – dopo che l’autopsia ha chiarito che le ferite riportate da Veronica Balsamo non erano compatibili con una semplice caduta dalla sede stradale al luogo del rinvenimento del corpo – l’apporto del Reparto Investigazioni Scientifiche RIS dei Carabinieri di Parma che, sui campioni e sugli oggetti repertati a casa del Lucchini, ha estratto due profili genetici, in particolare quello della vittima e dell’aggressore. La comparazione eseguita poi con le analisi svolte dal consulente tecnico nominato dalla Procura con l’incarico di analizzare i vestiti indossati dal Casula la sera del 23 agosto, ha permesso inconfutabilmente ai militari del RIS di attribuire al Casula le tracce di sangue rilevate sul cacciavite utilizzato per aggredire il Lucchini e di rinvenire altre tracce ematiche, sempre riconducibili al Casula, su altro reperto sequestrato in casa del Lucchini.

Analogamente, dai pantaloni indossati dal Casula sono stati estratti tre profili genetici riconducibili allo stesso Casula, alla povera ragazza ed al Lucchini.

Emanuele Casula, nella serata di ieri, è stato trasferito in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

 

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