RUGBY: MARIANNA E LE ALTRE.
LE “LADIES” ALLA RISCOSSA

LECCO – Ai box per un brutto infortunio, Marianna Rasica, capitano delle Ladies, la squadra femminile lecchese di rugby, continua a supportare le sue compagne. Sa quanto fare spogliatoio sia fondamentale nello sport con la palla ovale, soprattutto se si pensa che a Lecco le giocatrici sono solo 9 (un numero risicatissimo considerato che a scendere in campo sono in 7).

LeccoNews ha intervistato la 22enne che, dopo l’operazione al ginocchio, sta per iniziare il faticoso percorso di riabilitazione.

Parliamo subito della squadra. A che altezza della classifica vi trovate?

marianna rasica (2)Siamo terze. Noi disputiamo la Coppa Lombardia con altre 18 squadre, divise in tre gironi. Non ci possiamo lamentare, anche perché l’anno scorso eravamo in 12 e c’era più ricambio, quest’anno è dura fare il turnover, siamo un po’ pochine… Mediamente durante l’anno facciamo una decina di partite: giochiamo la domenica e disputiamo dei tornei nei quali ci scontriamo con le avversarie.

Marianna, tu sei il capitano della squadra dal 2010, ma nell’ambiente come venite viste voi giocatrici?

La maggior parte degli uomini pensa che non siamo all’altezza, ma in società il presidente Stefano Gheza, che è anche il nostro allenatore, crede molto in noi. Le differenze con i compagni sono evidenti, a volte ci siamo anche allenati con l’under 14. Se ci allenassimo con l’under 16 o 18 sarebbe già più complicato, vista la “stazza”…Le differenze fisiche sono notevoli…

Toglimi una curiosità, ma in campionato durante le partite vere tra donne vi date le stesse “botte” che si vedono nelle partite in tv?

Direi di sì. Il placcaggio c’è così come le mischie, anche se le nostre sono a tre, visto che giochiamo a 7, ma la sostanza è uguale…E a me piace molto.

Come ti sei avvicinata a questo sport?marianna rasica (4)

Non sapevo che esistesse la squadra femminile, poi l’ho scoperto grazie a mio cugino che ha iniziato a giocare e una volta con mia cugina l’abbiamo accompagnato e abbiamo provato. Io avevo 16 anni e mi è piaciuto subito.

 Cosa ti ha spinto a iniziare a giocare?

La curiosità, niente di particolare, prima facevo canottaggio, mi piaceva ma l’ho sempre vissuto come un’imposizione, mi avevano imposto di farlo ed era arrivato il momento di cambiare…

Qualcuno ti ha mai preso in giro perché invece di fare danza classica, o pallavolo, i classici sport femminili, tu giocavi a rugby, uno sport maschile?

In realtà no, perché io stessa mi vergognavo a dirlo. Adesso invece lo dico con fierezza.

Che cosa ti ha insegnato il rugby?

Il rugby è uno sport di combattimento ma anche di disciplina, sai quali sono i tuoi limiti. Se qualcuno ti fa un torto ti puoi arrabbiare ma sai che devi mantenere un certo contegno. Non ho mai fatto un gioco di squadra, a canottaggio era uno sport individuale, però secondo me c’è un’aria più leggera, non c’è una competizione anche tra i singoli giocatori…

Secondo te, oggi, anche grazie ai buoni risultati della squadra nazionale maschile il rugby è più seguito? Questo fenomeno si riflette anche sui campionati minori?

Un po’ sì. Nel nostro piccolo, rispetto all’inizio noi siamo cresciute, perché il primo anno non avevamo neanche il numero per entrare a giocare in coppa Italia, oggi ce l’abbiamo. La nostra visibilità è cresciuta e così crescono anche gli sponsor e le possibilità. Un’altra cosa che è cambiata: finalmente abbiamo una nostra divisa.

In questo periodo si sta giocando il 6 nazioni, lo seguite?

Sì. L’ultima partita contro la Francia l’abbiamo visto insieme a casa mia. È stato divertente. Finalmente ci possiamo riunire e vederlo in chiaro, grazie a Dmax. Provo una certa amarezza pensando che invece quello femminile è lontano dall’essere trasmesso in tv… purtroppo.

marianna rasica (6)

Perché secondo te?

Io penso che il ruolo delle federazioni sia fondamentale. Per esempio le partite femminili irlandesi vengono trasmesse in streaming sul sito…Non è molto, ma è un primo passo avanti…

Hai un idolo?

In realtà no.

Il tuo obiettivo?

Ovviamente per le ragazze che giocano a rugby in Coppia Italia è quello di salire di livello. Io, senza voler strafare vorrei salire un po’ di livello con la mia squadra, riuscire a fare una squadra a 15 per poter giocare in serie A. Oggi, purtroppo, ci mancano i numeri…

Hai mai pensato di trasferirti?

Sì ci avevo pensato, pensavo di andare a Monza ma poi non me la sono sentita di lasciare la squadra. Sarebbe anche stato molto più impegnativo per me andare a fare gli allenamenti lì.

Ora sei fuori gioco, ma per quanto ne avrai?

La stagione è ormai compromessa. Mi sono infortunata a fine settembre mentre c’era un allenamento con gli allenatori della nazionale. Mi sono operata 3 settimane fa. Tornerò in campo la prossima stagione.

 

Elena Pescucci

 

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