SAN VALENTINO, NON SOLO ROSE:
A COMO E LECCO VANNO FORTE ANCHE BOUQUET E PIANTE IN VASO

LECCO/COMO – San Valentino all’insegna delle piante in vaso, che ormai ‘tallonano’ da vicino la più tradizionale scelta dei fiori recisi. A Como e Lecco, per dirsi “ti amo” con un fiore si spenderanno in media dai 15 ai 20 euro, anche se non manca una notevole quota di ‘cavalieri’ che, dalle rilevazioni della Coldiretti interprovinciale, si dichiarano pronti ad una spesa anche maggiore, sui 30-35 euro.

Tra le preferenze la rosa – soprattutto quella ‘rossa’ – resta regina, anche se guadagnano posizioni il bouquet misto, e ancora gerbere, begonie, anthurium e le varietà in vaso come orchidee e kalanchoe. Saranno circa un milione i lombardi che andranno da fioristi e vivaisti per la giornata degli innamorati.

“La tradizione della floricoltura sui nostri laghi e nelle due province è radicata e ricca di storia e rappresenta, dopo la zootecnia, il secondo comparto produttivo agricolo per numero di imprese” sottolineano Fortunato Trezzi e Francesco Renzoni, presidente e direttore di Coldiretti Como Lecco.

“Nelle due province lariane, la filiera del verde impiega circa 1500 addetti, tra cui una percentuale sempre crescente di giovani che dopo il diploma decide di specializzarsi nel settore. In provincia di Como, ad esempio, tra le offerte formative più interessanti ci sono i corsi della Fondazione Minoprio, una vera eccellenza del territorio, da cui nascono manutentori del verde, addetti al garden center e compositori floreali; invece ai laureati in agraria con la passione per il florovivaismo la Fondazione, in collaborazione con il Politecnico di Milano, propone finanche un master in progettazione e conservazione del giardino e del paesaggio”.

“Con questo master, ho affinato le mie conoscenze nel campo dell’architettura del verde e ho imparato a coniugare l’aspetto tecnico con quello naturalistico – racconta Beatrice Lampugnani, architetto ventinovenne (azienda florovivaistica Lampugnani Walter di Orsenigo, Como) – e grazie a questo percorso formativo oggi sono in grado di riconoscere le diverse specie botaniche e di collocarle all’interno di un progetto, in base alle esigenze del luogo e alle richieste della clientela. Nella nostra impresa familiare, infatti, mi occupo proprio della progettazione di giardini, terrazzi e aree verdi in genere”.

Le nostre due province hanno puntato su produzioni specializzate e possono contare su 480 (Como) e 377 (Lecco) ettari dedicati. Secondo i dati Infocamere, sono oggi attive 384 imprese florovivaistiche nella provincia di Como e 142 in quella di Lecco. “Di certo, l’attuale congiuntura preoccupa i nostri imprenditori: è necessario incentivare la produzione e il fiore lariano, che ha caratteristiche peculiari e uniche che i prodotti d’importazione non potranno mai eguagliare”.

Lo confermano gli stessi produttori: Micaela Casartelli (az. agricola Salvadè di Montorfano, Como): “La congiuntura colpisce tutti e i consumatori in primis: i fiori sono un bene non primario, come la spesa alimentare, e innegabilmente i tagli ci sono. Negli ultimi anni è cambiato molto il contesto in cui ci troviamo a dover operare. Gli importanti quantitativi che si riuscivano a vendere in primavera sono un ricordo lontano, in pratica si spende molto meno per la cura di orti e giardini. Anche le amministrazioni pubbliche hanno ridimensionato il budget sul verde pubblico: insomma, la cinghia si è davvero stretta.

San Valentino? Anche noi cercheremo di diversificare, inserendo altri prodotti a fianco del tradizionale reciso: in particolare le piante stagionali, dal bulbo alla confezione di primule, alla confezione mista da interno. Occorre lavorare sull’originalità, cercando come sempre di dare il meglio e di farlo con ottimismo… perché un fiore significa essere positivi e propositivi”.

 

 

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