SCADE LA TASI, MA I LECCHESI HANNO TEMPO UN ALTRO MESE.
E AGLI SPORTELLI NIENTE CODE

elisa corti 1LECCO – La prima rata della Tasi è scaduta lunedì, ma i lecchesi potranno pagare senza avere more fino al 16 luglio. Mentre molti municipi italiani ieri mattina e pomeriggio sono stati letteralmente presi d’assalto dai contribuenti per pagare il Tributo sui servizi indivisibili, Palazzo Bovara ha avuto il solito afflusso di cittadini e lavoratori. “Abbiamo deciso giorni fa di non applicare le sanzioni a chi paga la Tasi entro un mese dalla scadenza – afferma Elisa Corti, assessore al Bilancio -. Non vogliamo vessare i contribuenti, così hanno più tempo per capire quanto devono pagare. Sinceramente però avrei sperato che tutti i comuni avessero tolto le sanzioni per un breve periodo dopo il termine della scadenza”.

L’Amministrazione comunale lecchese ha preparato un programma, sul sito internet, dove ogni cittadino può calcolare autonomamente il pagamento della Tasi. Inoltre ha fornito assistenza ai contribuenti, ma nonostante tutto è stato deciso di lasciare ancora qualche settimana per versare il dovuto. “Abbiamo pensato che debba essere una norma di buon senso – prosegue -, visto che la Tasi è stata deliberata solo poche settimane fa e non tutti i Caf sono riusciti a prendere in mano la questione”.

PALAZZO BOVARA LECCONel capoluogo però in molti hanno deciso di pagare prima della scadenza reale. “Non abbiamo ancora i primi dati, perché prima devono passare dal Ministero – racconta Corti -, però so che parecchi lecchesi hanno liquidato la pratica già settimana scorsa, mentre altri provvederanno in questi giorni”.

La speranza dell’assessore è che ora non ci sia più confusione sui tributi comunali. “Già lo scorso anno avevamo adottato lo stesso provvedimento con la Tares. Auspico che nei prossimi anni il Governo non cambi le cose e rimanga così tutto invariato. In questo modo ci sarà meno confusione da parte di tutti, sia per i contribuenti sia per i lavoratori del settore. Così si rischiano meno errori. Spesso infatti si sbaglia, anche se in buona fede”.

 

 

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