SERVIZIO IDRICO PROVINCIALE
POLANO E L’ATO PRECISANO:
“CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE”

conferenza acqua pubblicaLECCO – “Siamo contro la privatizzazione dell’acqua e ci teniamo a precisarlo”. Flavio Polano lo mette nero su bianco, rispondendo agli interventi del Comitato lecchese acqua pubblica e beni comuni. Il presidente della Provincia spiega che il progetto attuale di affidare il servizio idrico è l’unico possibile. “Questo percorso è l’unico che garantisce l’obiettivo finale – prosegue –. Alcuni pensano di risolvere la questione passando per i tribunali, ma non è così. Mi spiace che tutto il dibattito di questi mesi si sia svolto su un piano prettamente giuridico”.

Il percorso non è per nulla facile. “Sappiamo che si tratta di un cammino tortuoso. Abbiamo ricevuto un intervento della Corte dei conti a cui abbiamo risposto serenamente. Ora andremo serenamente all’incontro con Agcm-Autorità garante della concorrenza e del mercato e porteremo le nostre ragioni. Comunque questa è l’unica proposta che può stare in piedi in questo momento”.

Il presidente dell’Ato-Ambito territoriale ottimale Paolo Negri spiega come “abbiamo ricevuto il parere sfavorevole dell’Antitrust. Non è vincolante, ma molto importante e dobbiamo per forza di cose tenere conto. Abbiamo però altri casi di Ambiti territoriali che hanno avuto parere sfavorevole dell’Antitrust, per cui pensiamo che in caso negativo si possa trovare una via per evitare il contenzioso”.

Il servizio idrico sarà affidato a Lario reti holding a partire dal primo gennaio 2016. Nemmeno la gestione del gas, nella stessa azienda dove  andrebbe anche il servizio idrico, sembra essere un problema. “Abbiamo esempi simili in Italia avvallati pure dall’Unione Europea – continua Negri –. Il problema non è il gas, ma valutare la prevalenza del fatturato. Comunque non vedo altre soluzioni e ormai non si può più tornare indietro. La scelta comunque sarà affidata al voto dei sindaci. Nemmeno il Tar può imporci un servizio o un altro”.

Anna Mazzoleni, consigliere con delega ai rapporti con l’Ato, tiene a precisare il perché  si preferisce un affidamento in house. “Non abbiamo retro pensieri, non vogliamo andare a gara, ma il nostro obiettivo è avere un progetto che garantisca il servizio. Chi ha a cuore l’acqua pubblica e si affida al garante è come la tortora che per scappare dal gatto si affida ai cacciatori”.

 

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