SMEMBRAMENTO DELLA CITTÀ:
CON LA RIFORMA L’ASL VA A MONZA

LECCO SMEMBRATA MAPPA

LECCO – Si fa sempre più concreto il destino “periferico” della città di Lecco, che con il trasferimento dell’Asl a Monza si avvia a perdere il ruolo centrale raggiunto anche con la nascita della Provincia ormai 20 anni fa. Un riassetto degli enti che non per forza impone una lettura negativa, ma che certamente avrà conseguenze sul “sistema città”, sui servizi per i cittadini, sulla vicinanza istituzionale, sull’indotto economico.

Molto si è detto sulla sorte della Prefettura e dei Vigili del Fuoco sebbene ancora nulla sia stato ufficializzato; in anticipo si sono mosse le rappresentative di settore, su tutte Confindustria che ha consolidato la connessione con l’omologa sondriese; si è risolto invece in un ibrido il progetto di abolizione o fusione delle Province. Ben più tangibili sono invece i provvedimenti presi nell’ambito di wellfare e sanità, prospetti inseriti nella riforma regionale approvata ad agosto e che modifica, sotto certi aspetti anche radicalmente, il sistema costruito durante le giunte Formigoni.

Il nuovo documento, scritto a quattro mani da Lega e Ncd e approvato coi voti della sola maggioranza, prevede la trasformazione delle attuali 16 Asl lombarde in 8 Ats (Agenzie di tutela della salute); le nuove Asl lasceranno però agli ospedali (anch’essi coinvolti in un riassetto) le attività erogative dei servizi territoriali, garantendo così una continuità con la prassi attuale.

massimo giupponi direttore sociale asl

Quel che resterà dell’Azienda sanitaria locale comunque non sopravvivrà nella città manzoniana ma è certa la fusione con Monza.

Spiega nel dettaglio Massimo Giupponi, Direttore sociale Asl Lecco, che “le due attuali Asl di Lecco e Monza confluiranno nella nuova Ats della Brianza, ma a prescindere dall’ambito territoriale più ampio le funzioni esercitate non cambieranno e non saranno penalizzate”.

D’altronde sarebbe stato improponibile pensare che nel passaggio da 16 a 8 enti Lecco potesse proseguire in autonomia, più auspicabile sarebbe invece poter intravedere una direzione univoca in queste imponenti manovre di risistemazione.

Ciò che sembra prevalere è invece uno smembramento “a macchia di leopardo“, con l’ambito sanità che guarda a Monza, quello istituzionale forse destinato a tornare sotto Como, la Prefettura accorpata a Bergamo, la Camera di Commercio che si rivolge a Sondrio. Senza una pianificazione a monte, capace di dare un’impronta chiara e trasparente.

C. C.

 

 

 

 

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