TEATRO AMATORIALE:
MA NON C’E PROPRIO POSTO
PER GLI ANGELI?

teatro cenacolo - filodramm malgrate (4)LECCO – La festa della donna a teatro, con un sapore vintage ma molto attuale. Ripetuti applausi a scena aperta, continui sorrisi, un pubblico “dentro la quarta parete del palco” del Teatro Cenacolo Francescano di Lecco. La compagnia malgratese Elena e gli Altri diretta da Elena Jaci, all’interno della rassegna annuale che porta tutti i lecchesi a teatro, ha presentato la brillante commedia di Franco Roberto (autore teatrale lombardo per compagnie amatoriali) in tre atti “Non c’è posto per gli Angeli“.

Il testo era già stato vissuto dalla compagnia nel 2000 ma rimane uno spaccato perfettamente realistico, una parodia della realtà trascritta senza evitare quelle convenzionali situazioni o figure che tanto piacciono al pubblico popolare. Grande successo sia sabato sera che domenica, con commenti di alto gradimento. La rassegna del Cenacolo rimane sempre un appuntamento inevitabile per gli amanti del teatro amatoriale e che testimonia ancora quel sapore del teatro che fa parte della tradizione, delle persone dei rioni che si uniscono per dare vita a un’esperienza comune e creativa, nei limiti delle capacità tecnico espressive ma con estrema volontà, impegno e serietà. Lo spettacolo dei malgratesi racconta l’oggi, in un borgo di provincia sotto elezioni, come del resto molti comuni nella realtà. Ironicamente Franco Roberto inserisce nella storia gag e paradossi un po’ estremi ma che non ci stupiscono più, nonostante le risa incombenti del pubblico, che appena dopo si rende conto di non convivere con una classe politica molto diversa. Anzi.

teatro cenacolo - filodramm malgrate (1)

 

Tutto ruota attorno alla sperata inaugurazione del nuovo camposanto, perché il sindaco, la dott.sa Cordelli in carica, possa vincere ancora una volta e si spera addirittura nella perdita del farmacista del piccolo borgo per la prima cerimonia in grande stile. Il dottore si riprenderà, era solo un’indigestione, ma l’amministrazione comunale aveva già provveduto ai paramenti funebri. Arriverà anche la vedova di un poeta provetto originario di lì, poi il terzo atto trasformerà l’allegra vicenda, e come spesso capita nella verità, inaspettatamente, sarà la morte di un bambino, un angelo, a mettere d’accordo tutti, nell’ascolto gli uni degli altri, nell’armonia necessaria a governare.

Sarà che sulla terra non c’è proprio posto per gli Angeli? O quando ci sono, non li vediamo? Il finale a sorpresa ci fa rendere conto che di fronte a noi non ci sono solo dei semplici protagonisti di una vicenda, per questo le parole dell’autore acquistano una risonanza universale e attraverso gli attori “il teatro diventa la finzione accettata come la più banale delle verità, dove tutto sembra possibile” (Chabot de Gironville).

Michele Casadio

 

 

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