TEATRO/AL SOCIALE TUTTI PAZZI
PER LA PIMPA E IL SUO ARMANDO

pimpa teatro 1 (archivolto)LECCO – Domenica 21 febbraio: allegra invasione di bambini al Teatro della Società di Lecco. Mentre gli ultimi ritardatari si affrettano a prendere posto, una bimba spiega al papà: “Ti divertirai un sacco, perché lei è proprio simpatica”. Intanto, un piccolo monello, non riesce più a trattenersi e grida verso il palco: “Dove sei, vieni fuori!”. Chi aspettano con tanta impazienza? La Pimpa, la cagnolina più famosa dei fumetti. Bianca a pois rossi, curiosa e birichina, occhioni blu e la linguetta fuori. Quarant’anni e non li dimostra per niente, anzi i suoi piccoli lettori sono sempre più numerosi.

Il Teatro dell’Archivolto di Genova celebra il suo compleanno con questa nuova produzione, scritta in collaborazione proprio con Francesco Tullio Altan, il creatore della Pimpa di carta. Il regista è Giorgio Scaramuzzino, ed è anche unico interprete in scena: è lui l’Armando, l’omone baffuto e tenero, paterno e simpatico amico della vivacissima cagnolina.

E così in una domenica piovosa l’Armando si sveglia e scopre che la Pimpa è partita per la festa di compleanno di tre amici (Gerry il Ghepardo, Leo il Leone e Bombo l’Ippopotamo), che la aspettano nella foresta di Zambù, in Africa. Si sa, la Pimpa è una cagnolina avventurosa e non teme oceani e distanze. Per questo viaggio ha preso l’auto, poi un treno speciale che corre sul fondo del mare; ha chiesto un passaggio a una Balena e nella sua pancia ha incontrato Pinocchio, è sbarcata in Egitto e dopo un tratto di strada insieme al cammello Alì, guidata dalla Stella Lulù è arrivata dai suoi amici.

pimpa teatro 3 (archivolto)

La Pimpa non è in scena, ma continua a tenere aggiornato il suo amico Armando, prima con chiamate al telefono e poi addirittura grazie a un collegamento Skype! Con un’agile trovata, vediamo così l’attore in carne e ossa interagire con il cartone-animato, senza che si creino ulteriori filtri di finzione, ed è la Pimpa stessa a raccontare in diretta.

Negli intermezzi restiamo in compagnia dell’Armando, che è un po’ vecchiotto e talvolta soffre di simpatiche amnesie: non ricorda che è domenica e si affretta correndo qua e là per prepararsi alla giornata di lavoro, dimentica il telefono nei posti più strani e sono i bambini del pubblico che lo devono aiutare. Si sente solo, senza l’amica e per ingannare l’attesa dei frammenti delle sue avventure, ci racconta gli aneddoti del passato: come quando la Pimpa era partita per fare surf insieme alla tavola del ferro da stiro o aveva dato il costume da bagno di Armando a Bombo l’Ippopotamo. E quell’altra volta che era arrivata fino al Polo Nord…

Ma Armando non è solo. In casa lo circondano oggetti parlanti: Fritz il Frigorifero, Gino l’Aspirapolvere, Nicola il Computer, Lucia la Lampada. A un certo punto ha voglia di partire e prova a librarsi in volo con l’aiuto di alcuni palloncini, come fa la Pimpa, ma non riesce, forse perché ha messo su un po’ di pancia – conclude.
Ci fa una grande tenerezza questo Armandone, nel ruolo di una Penelope che paziente attende il ritorno dell’eroe ed è alle prese con la tecnologia: armeggia con i tasti del telefono, litiga con la linea che cade (nel vero senso della parola, con effetti esilaranti), e poi emozionato digita la connessione Skype per parlare con la Pimpa. Il tutto attraverso una levità delicata che ricorda la comicità goffa eppure elegante di un Oliver Hardy, e subito ci conquista.

pimpa teatro 2 (archivolto)La Pimpa è una cagnolina fuori dall’ordinario e l’Armandone è qualcosa più di un semplice signore generoso e paziente, che si commuove per un cucciolo: è l’adulto che sa guardare il mondo con la spontanea ingenuità e saggezza di un bambino.

Piace e commuove la conoscenza diretta della Pimpa. Possiamo continuare a immaginarla fresca e vivace come nei fumetti (che peraltro hanno preso vita attraverso le proiezioni in scena), ma intanto siamo entrati nel suo mondo: abbiamo visto la sua casetta e conosciuto i suoi amici-oggetti e addirittura insieme all’Armando abbiamo sfogliato il suo diario segreto, con la sua ricetta per addormentarsi: non contare le pecorelle, ma una serie di Armandi, ritagliati come omini di carta che si tengono per mano.
Ciao Pimpa, alla prossima avventura!

 

Gilda Tentorio
immagini da www.archivolto.it

 

 

 

 

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