TELERISCALDAMENTO/M. PIAZZA
“IL COORDINAMENTO RIFIUTI ZERO
USA DATI CHE NON SONO REALI”

forno inceneritore sileaLECCO – Teleriscaldamento sì o teleriscaldamento no? Il futuro dell’impianto termovalorizzatore Silea di Valmadrera in questi mesi sta scaldando gli animi di molti lecchesi. Oggi sul tema è intervenuto anche Mauro Piazza, consigliere regionale del Nuovo Centrodestra, schierandosi apertamente dalla parte del , non senza rivolgere molte critiche al fronte del “no” e al Coordinamento lecchese Rifiuti Zero in particolare. Di seguito la sua posizione sul tema:

Proprio quando anche nel nostro territorio si affaccia la concreta prospettiva di dare operatività a un importante progetto all’insegna dell’eco-sostenibilità, il teleriscaldamento proposto da Silea, non mancano levate di scudi proprio da parte di alcuni di quei gruppi che di difesa dell’ambiente sembrerebbero volersi fare paladini.

Se, da un lato, le preoccupazioni che Legambiente fa emergere non possono che esser esaminate con grande attenzione, così come la richiesta di un ampio dibattito e una larga condivisione sul progetto, stonano per il loro tono le perentorie osservazioni del Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero, promotore anche di una campagna di raccolta firme.

Il Coordinamento affronta la questione utilizzando a sostegno delle proprie affermazioni dati e cifre che, nel migliore dei casi, sono stravolti rispetto alla realtà e alle pur precise smentite con accuratezza di dati espresse dai vertici di SILEA. 

Ma veniamo ai contenuti.

1)    Il teleriscaldamento viene attaccato perché antieconomico: a fronte di un investimento complessivo di 54 milioni di Euro, si dice, servirebbe soltanto “250 utenze”. In realtà si deve far riferimento agli abitanti equivalenti che, attraverso queste utenze, verrebbero serviti: ben 30.000 complessivamente.

2)    Il teleriscaldamento viene attaccato perché connesso all’attività del termovalorizzatore di Valmadrera e alle problematiche di inquinamento che questo impianto determinerebbe.

  1. È noto come la più rilevante fonte di inquinamento sia invece rappresentata dal riscaldamento degli edifici e dal traffico veicolare. Dati ufficiali segnalano come l’impianto di Valmadrera è ben al di sotto dei pur stringenti limiti fissati da Regione Lombardia in materia di emissioni nocive.
  2. Indipendentemente dal fatto che il teleriscaldamento si realizzi o meno, l’impianto di termovalorizzazione è comunque autorizzato ad operare fino al 2030 al massimo carico termico (163.020 Mj/ora). Attualmente il calore prodotto dall’impianto, tolta la parte utilizzata per produrre energia elettrica, viene disperso: si parla di circa 100 mila MWt che, venduto mediamente a 85 Euro/MWt, porta ad uno spreco di ben 8 milioni e mezzo di Euro.
  3. La rete di teleriscaldamento è stata progettata in base alla potenza termica che oggi si sta disperdendo in atmosfera: il suo dimensionamento è funzionale per soddisfare i fabbisogni degli utenti in ogni momento dell’anno, sia in termini di riscaldamento sia di acqua calda sanitaria. Non è quindi necessario ricorrere alla produzione di ulteriore energia termica con il ricorso a combustibili di supporto come il metano: la potenza termica necessaria è infatti di 96.000 MWh termici e sarebbe prodotta pressoché interamente dal recupero termico della turbina del termovalorizzatore.
  4. Grazie al teleriscaldamento si eviterebbe la produzione di 70 milioni di KW termici che, attualmente, è soddisfatta con le caldaie domestiche, con un consumo di 8,6 milioni di metri cubi di gas e ben 16.000 tonnellate/anno di CO2 immesse nell’atmosfera.

3)    L’Amministratore Unico di Silea viene attaccato perché si sarebbe mosso su scelte strategiche come il teleriscaldamento senza interpellare i Comuni soci.

  1.  Silea SpA si è sempre mossa seguendo un preciso indirizzo dei suoi Soci.
  2. In ogni caso la giurisprudenza è concorde nel rilevare che qualora la compagine sociale sia costituita, come nella fattispecie, da più enti pubblici si rende necessario garantire il controllo coordinato da parte dei medesimi al fine di assicurare forme di indirizzo unitarie, ancorché provenienti da distinti soggetti.

4)    Il futuro del teleriscaldamento? Non ci sono preclusioni. Il termovalorizzatore potrà anche ridurre le quantità di rifiuti trattati se migliorerà la differenziazione nel conferimento dei rifiuti da parte dei cittadini. Inoltre la tecnologia procede a grandi passi, quindi porte aperte ad altre forme di energia pulita e da altre fonti! L’importante è che il dialogo sia serio e costruttivo.

Mauro Piazza

 

 

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