TRENI, PENDOLARI INFURIATI.
“TROPPI DISSERVIZI”. ECCO QUALI

LECCO – “Non se ne può veramente più. ne succedono di tutti i colori: venerdì scorso stavo rientrando a casa e all’improvviso, a Bellano, le luci di tutto il treno si sono spente fino a fine corsa. Sarebbe potuto passare chiunque a rubarmi la borsa, tanto non l’avrei visto”. A dirlo è Catia Franchi, una pendolare arrabbiata che ogni giorno prende il treno a Lecco per raggiungere il suo posto di lavoro a Sondrio.

catia franchiDi disservizi ce ne sono sempre troppi, ma ciò che lascia Catia senza parole è quanto è successo lunedì 20 gennaio:”Quella mattina il treno è partito con due ore di ritardo, ma ciò che mi lascia allibita è il fatto che la sera prima sulla pagina twitter di Trenord c’era scritto che il treno era rotto, ma non che sarebbe stato soppresso né che avrebbe tardato. E allora, perché se lo sanno con anticipo non si organizzano con un mezzo sostitutivo? Io pago l’abbonamento ogni mese. Perché devo arrivare in ritardo al lavoro o essere costretta a usare la macchina?”.
Catia ha anche provato a contattare più volte Trenord via mail ma non ha ricevuto risposte adeguate:”Mi hanno risposto una sola volta, tante belle parole ma nulla di concreto”.

SAMSUNG CSCC’è anche chi, come Monica Adamoli, studentessa universitaria, cerca di prenderla con filosofia, convinta che ormai i ritardi siano cronici:”Il treno delle 7.59 parte sempre 10 minuti dopo, ma visto che lo so mi adeguo. La cosa che non sopporto in assoluto sono i treni super affollati che partono la sera da Milano, per trovare un posto bisogna sempre arrivare con molto anticipo”.

Un certo bagaglio d’esperienza ce l’ha pure Michele Denaro che per svago e lavoro viaggia in tutta la Lombardia. E di lamentele ne ha sentite tante: ”La mia sensazione è che ci siano mezzi vecchi e pochi posti per le persone rispetto alla domanda. Spesso poi le carrozze sono fredde e quando le porte non funzionano si è costretti a fare le corse per scendere e salire dal convoglio”.

Partono, invece, da Varese Federica Tuminello e Elena De Servi, studentesse universitarie:”Di ritardi ce ne sono spessissimo, finchè si tratta di 10 o 20 minuti può anche andar bene, ma è capitato anche di arrivare in stazione e vedere che il treno era stato soppresso. In quest’ultimo caso non ci resta altro da fare che tornare a casa o fare il giro del mondo per raggiungere Lecco”.

Elena Pescucci

 

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