TURBATIVA D’ASTA AL ‘MANDIC’:
AL FUNZIONARIO DELL’ASST
TANGENTI FINO A 9MILA EURO

mandic_merateLECCO – Corruzione e turbativa d’asta al “Mandic”: la nuova inchiesta ha fatto luce sui fatti del 2013 riguardanti la gara d’appalto per i lavori al padiglione “Rusca” del presidio ospedaliero di Merate e con elementi definiti “schiaccianti” nell’udienza preliminare ha rinviato a giudizio undici persone che saranno processate il prossimo 25 gennaio. Il ruolo chiave nell’inchiesta è quella dell’impresario Giovanni Maria Castelli di Sannazzaro che aveva vinto l’appalto per un ribasso del 5% sulla base di 387mila euro. Giovanni Maria Castelli di Sannazzaro, insieme a Mauro Meraviglia, Maurizio Quadrio, Claudio Redaelli e Gianguido Marzoli, aveva partecipato alla gara e creato un cartello, definito a tavolino.

Nel provvedimento si citano episodi, inoltre secondo la Procura di Lecco con “doni, promesse, collusioni e altri mezzi fraudolenti si aggiudicava l’appalto”. Gli investigatori hanno ricostruito tutti i passaggi dell’aggiudicazione dell’appalto e sopratutto regali e tangenti per un ammontare di 9 mila euro, ricevute da Michele Rigat, all’epoca responsabile unico del procedimento e dipendente dell’allora azienda ospedaliera “Manzoni”. L’Asst ha fatto il primo passaggio – quello più importante – costituendosi parte civile, affidandosi allo studio legale Guglielmana. Inoltre chiariscono la posizione di Rigat. “L’azienda ha preso, all’epoca dei fatti, tutti i provvedimenti previsti dalla normativa nei confronti dell’interessato che ora non risulta più essere alle nostra dipendenze“.

L’accusa nei confronti del responsabile della gara dell’allora azienda ospedaliera di Lecco è pesante: aver intascato tangenti in due rate tra luglio e ottobre del 2013. Alle imprese che hanno partecipato alla gara d’appalto viene contestata la turbativa d’asta e tra queste spiccano la Castelli di Erba, la Quadrio e la Meraviglia di Bulgarograsso e Redaelli di Dolzago.

 

 

 

 

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