TUTTI I “NUMERI” DI BIZZOZERO,
LECCO: DEBITI, CREDITI, FUTURO

Bizzozzero Calcio Lecco Primo PianoLECCO – È uscito dagli arresti domiciliari da meno di due giorni, ma Daniele Bizzozero è già un vulcano. “In questi giorni ho capito chi mi vuole bene e chi no. E non mi faccio problemi a dire le cose”. Così cerca di fare chiarezza sulla situazione economica della sua società: “La Calcio Lecco è una società sana e non ha praticamente debiti”.

Nel pomeriggio di venerdì l’imprenditore, rimasto più di venti giorni ai domiciliari perché accusato di collaborare con un’organizzazione che clonava carte di credito, è tornato a parlare alla squadra, durante l’allenamento al Rigamonti-Ceppi. “Sono un bel gruppo, ho chiarito subito che saranno versati i compensi settimana prossima – racconta –. Purtroppo il giorno che avrei dovuto pagare i rimborsi mi hanno arrestato. Ma siamo comunque una società tra le più virtuose, visto che ci sono club con più arretrati. E per esempio, quando sono arrivato a Lecco, ho dovuto versare quattro mesi di arretrati. In tutto ho tirato fuori ben trecentomila euro di buco non creato da me”.

Secondo il patron, il club bluceleste ora navigherebbe in acque tranquille. Più o meno. “Ci sono circa 500-600mila euro lasciati dalla famiglia Invernizzi – dichiara -, che pensano loro a liquidare. Per il resto siamo tranquilli: per finire la stagione servono 105mila euro di compensi, arretrati e futuri, 15-20mila per spese logistiche. Ci sono poi ottomila euro da ridare al Comune e basta. Siamo una società solida”. Ma quel mezzo milione di buco risulta essere sempre a nome Calcio Lecco, anche se essendoci una scrittura privata dovrebbe saldarlo qualcun altro.

Calcio Lecco Bugno ZanettiIn ogni caso le grane non mancano. Come la denuncia dell’ex allenatore Sergio Zanetti, che ha dichiarato di non aver preso gran parte dello stipendio per i suoi due mesi da tecnico del Lecco. “Ha ricevuto almeno 11.500 euro – si difende Bizzozero –. Ne mancano altri 4.500 se non mi sbaglio. Ma l’accordo con lui coinvolgeva anche il fratello Javer, che avrebbe dovuto pagare una parte del compenso. In più gli avevo dato anche un’automobile per il tragitto casa-allenamento. Ho tutte le pezze giustificative, non sto raccontando balle”.

L’imprenditore racconta anche che ha dovuto versare 4.500 euro ai gestori della palestra a fianco del Rigamonti-Ceppi per il parcheggio dei mezzi durante le partite, 12mila euro per la bolletta dell’acqua (lasciata dai suoi predecessori) e 9.500 euro per gli allenamenti al centro sportivo Rio Torto di Valmadrera. “E a me nessuno ha proposto affari in città, come accaduto per altri imprenditori prima. Lo faccio perché amo la squadra. Penso di essere l’unico presidente che ha speso davvero, dopo la famiglia Invernizzi”. In suo aiuto è arrivato lo sponsor Cantine Pirovano “che hanno versato 40mila euro” e Angelo Battazza. “Ce ne fossero di persone come lui, almeno dieci, il Lecco non avrebbe problemi”.

E per mandare avanti una macchina che in serie D costa circa 450mila euro all’anno, Bizzozero non nega di cercare aiuto: “Se dovesse arrivare qualcuno, serio, che ha voglia di entrare in società sarei felice. E potrei anche farmi da parte”.

 

 

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