ULTIMO SALUTO A GIGI ALIPPI
“RICORDIAMOLO PER LA FORZA,
LA TENEREZZA E LA TENACIA”

PIANI DEI RESINELLI – Moltissime, più di un FUNERALE ALIPPIi04centinaio, le persone che nel pomeriggio hanno voluto dare l’ultimo saluto a Gigi Alippi, il grande alpinista scomparso il giorno di Pasquetta all’età di ottant’anni. A celebrare la funzione nella chiesetta sotto la Grigna è don Luigi Prandi, parroco di Vassena e cugino del defunto, insieme a don Vittorio Bianchi parroco di Abbadia e don Agostino Frasson, presidente della Comunità don Guanella.

Durante l’omelia il pensiero di don Luigi, come quelli di tutti i presenti, è corso alla montagna: “La montagna è la terra dove arriva il primo raggio di sole e dove arriva l’ultimo e Gigi in una sua lettera spiega così il suo rapporto con la natura. ‘Ho avuto la fortuna di vivere in un luogo dove l’orizzonte è sempre aperto e spazioso, gli spettacoli della natura mi sorprendono davvero ancora. I nostri valori invece, come il rispetto per la montagna, vanno oltre le generazioni’. E io – prosegue il religioso – ho imparato da lui questo rispetto per la natura e per la montagna. Gigi dava la sensazione di un uomo che non riesce a spiegare cosa avverte quando è vicino alla cima, perché per lui la montagna non era solo un divertimento ma qualcosa di irrinunciabile: ‘qualche volta ho anche rischiato il divorzio per andare a scalare qualche montagna – si legge ancora nelle lettere di Alippi – ma quando tornavo le emozioni che avevo provato ristabilivano l’armonia’. Voglio ricordare il mio caro cugino così – conclude don Luigi – come un uomo dal cuore generoso al di là del suo carattere brusco e burbero”.

FUNERALE-ALIPPIi08Tra qualche singhiozzo e la commozione generale anche i maglioni rossi, dei quali Gigi Alippi era un baluardo, hanno voluto ricordarlo con le parole del loro presidente Fabio Palma: “Voglio sottolineare due qualità di Gigi: la sua tenacia e la sua forza. La tenacia l’ho letta, mentre la forza l’ho vista nei suoi occhi. Spero che Gigi abbia avuto tanto dai Ragni, perché il gruppo da lui ha avuto moltissimo”.

È per la sua tenerezza che invece lo ricorda don Agostino Favaron: “C’è nella mia mente il giorno in cui è venuto dai ragazzi della comunità e ha raccontato con gli occhi lucidi della sua esperienza vissuta alla Casa don Guanella, di come essa lo abbia formato e temprato”. Dopo la classica preghiera dell’alpinista recitata da Giuseppe Orlandi, “il Calumer”, la bara dell’indimenticabile alpinista è stata scortata all’esterno dai rappresentanti del Gruppo Ragni, seguiti dai figli Moira e Stefano assieme alle loro famiglie.

 

Manuela Valsecchi

 

 

 

Pubblicato in: Montagna, Città, Valsassina, Lago, News Tags: 

Condividi questo articolo

Articoli correlati