UNA STORIA DI LECCO.
DACCO’: “APRA UNA NUOVA STAGIONE DI STUDI”

una storia di lecco DaccòLECCO – Un volume per raccontare la città dall’età del bronzo sino alla contemporaneità, per colmare un vuoto che la Storia di Lecco non merita, senza pretese di esaustività anzi che possa favorire ulteriori approcci. Gian Luigi Daccò ha così presentato il suo libro in una gremita sala congressi del palazzo delle paure.

Una storia di Lecco arriva dopo una carriera professionale nei musei cittadini e un percorso ventennale di studi di storia locale. Forse solo Gian Luigi Daccò nel mondo accademico lecchese poteva permettersi tale compilazione che in 200 pagine racchiude l’universalità storica lecchese. «Ho scelto il titolo Una Storia perché vi ho racchiuso la storia per come l’ho letta e interpretata io, da museologo che ha abbracciato più ambiti culturali. Questo libro non può avere mire di completezza: mancava per Lecco una storia universale e questo libro vuole essere da spunto per una lunga serie di approfondimenti. Ho voluto evidenziare molti fili rossi costanti nel percorso della vicenda storica della città, dal policentrismo al legame con la realtà di Milano, dagli sviluppi urbanistici alla Lecco del ferro, caso unico in Europa di un’attività concentrata nello stesso luogo per 2.200 anni.

libro daccò palazzo paure

«Uno dei motivi che ha portato alla nascita di questo libro è stata una delle più grandi provocazioni subite nella mia carriera. L’architetto che progettò di abbattere via Mascari sostenne il suo progetto affermando alla stampa che Lecco non avesse una propria Storia dunque distruggendone intere aree non si sarebbe perso nulla. Il lavoro dei musei, ed ora lo scopo di questo libro, è dimostrare l’opposto: solo attraverso la sua Storia la città riesce a spiegare il suo presente».
Vanto dell’opera anche l’apparato iconografico, proveniente dalle collezioni civiche lecchesi, e l’imponente bibliografia che conta 500 testi fondamentali per la storiografia locale.

libro daccò palazzo paure 2Alla conferenza ha partecipato anche Adele Buratti Mazzotta, docente del polo universitario di Lecco, proponendo una breve lezione sullo sviluppo urbanistico del borgo lecchese nelle carte storiche. Per una riflessione sul ruolo dei musei in una società in cambiamento è intervenuto Alberto Garlandini: «Legare passato presente e futuro è fondamentale per delle società aperte che guardano ad un futuro inserito in un mondo globale. Ed ai giovani serve riconoscersi in un passato per porre le basi del loro futuro».

Il sindaco Virginio Brivio ha portato i saluti della città riconoscendo nell’opera di Daccò «un’importante occasione di riscoperta della propria identità ed un contributo alla crescita della città. Ricercare nel passato l’identità storica di Lecco deve servire a dare nuovi spunti alla ripresa, anche economica, della comunità cittadina». Alla sala è arrivato anche il saluto di ACEL che ha fortemente voluto la realizzazione dell’opera.

 Cesare Canepari

Pubblicato in: News

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