VIDEOSORVEGLIANZA IN CITTÀ:
DA OGGI 40 NUOVI APPARECCHI
LEGGONO LE TARGHE

POLIZIA LOCALE centrale OperativaLECCO – Ora non ci sarà più scampo per tutti coloro che entreranno in città per delinquere. Da ieri infatti Lecco è super sorvegliata. Grazie a un sistema di 40 telecamere, infatti, tutti coloro che entreranno in città con un’automobile rubata, o che commetteranno qualche reato per poi scappare, saranno rintracciati grazie a un sistema nuovo in grado di riconoscere le targhe. Il “Grande fratello” sarà solo nel perimetro di Lecco, oltre al tratto di statale 36 all’interno del Monte Barro.

Sono 19 le postazioni, nascoste e non segnalate, per un totale di 31 telecamere, che sorveglieranno le automobili che entrano ed escono dalla città. Le nove telecamere già presenti, che sorvegliano le Ztl, saranno aggiunte al circuito. Inoltre tutti gli apparecchi sono collegati con un centro di sicurezza a livello nazionale, ma anche con le centrali provinciali delle forze dell’ordine, così chiunque stia seguendo indagini, sia a Lecco sia nel resto dell’Italia, può verificare se targhe sospette sono transitate all’ombra del Resegone.

“Lecco ora sarà ancora più sicura di prima – afferma il sindaco Virginio Brivio –. Sarà ancora più difficile delinquere in città, visto che ci saranno ancora più occhi a controllare la situazione”. “Il sistema è valido solo sulla città per ora – afferma il prefetto Liliana Baccaro –, ma spero si possa espandere per consentire la sicurezza in tutta la provincia”. Lo auspica anche il comandante provinciale dei carabinieri Rocco Italiano che rende disponibile il proprio corpo nella consulenza agli amministratori dei comuni per trovare le posizioni migliori per installare la videosorveglianza.

“A Lecco abbiamo creato un modello di tracciabilità di rilevamento targhe che in Italia hanno pochissimi comuni – indica il viceprefetto Stefano Simeone –. Volevamo ampliarlo anche sulla strada tra Lecco e Colico, crocevia soprattutto di automobili rubate. Il punto chiave per terminare il progetto è stata la forte coesione delle forze di polizia sul territorio”. L’impianto, costato 220mila euro e pagato da Palazzo Bovara, è già stato provato negli ultimi mesi. “E abbiamo anche già trovato i colpevoli nelle ultime indagini” sottolinea il questore Gabriella Ioppolo.

Ecco la zona  sorvegliata:

area videosorvegliata

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