VIOLENZE E PORNOGRAFIA CON I FIGLI, “STORIACCIA” IN TRIBUNALE

LECCO –  Ancora una storia a dir poco agghiacciante nelle aule del tribunale di Lecco. Stavolta, davanti al collegio presieduto dal giudice Ambrogio Ceron (a latere Salvatore Catalano e Gianmarco De Vincenzi) una famiglia del calolziese, in apparenza normale – fino a quando la figlia maggiore (oggi 19enne, allora minorenne) ha rivelato alla sua amica del cuore che il padre l’avrebbe costretta ad atteggiamenti intimi. e la stessa sorte sarebbe poi toccata pure al fratellino minore.

“Aveva paura di non essere creduta – ha raccontato oggi l’amica – e così ho detto tutto a mia zia». Proprio quest’ultima ha confermato in aula le circostanze, dopo aver portato la presunta vittima in Questura, nel marzo del 2012, per sporgere denuncia. Hanno preso così il via le indagini, sfociate nel processo. C’è tra l’altro da chiarire la responsabilità dell’imputato a proposito del materiale pedo-pornografico rinvenuto su supporti informatici di sua proprietà.

In questo caso, il perito ha riferito di aver trovato sul computer dell’uomo scatti fotografici dal contenuto inequivocabile. “Quelli in cui ci sono io è ovvio che li ho fatti io”, ha ammesso l’imputato, dichiarando però che “Le altre foto non ricordo di averle mai viste”. In queste ultime, purtroppo la moglie ha dovuto riconoscere la presenza dei propri figli.

L’uomo si trova rinchiuso in carcere: deve rispondere di violenza sessuale, aggravata dalla minore età della presunta vittima e di atti sessuali con minorenne, nonchè di lesioni (psicologiche) e ancora di pornografia minorile.

Il processo è stato aggiornato al prossimo 24 giugno. In quella data saranno pronte le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche, inoltre verranno sentiti altri testimoni.

 

 

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