ACQUA PUBBLICA, IL COMITATO SCRIVE A UN SETTIMANALE
PER CHIARIRE I “NUMERI”

Lettera aperta al Giornale di Merate
Replichiamo all’articolo di Giancarlo Ferrario apparso sul Giornale di Merate il 21.10 con una lettera aperta perché il Giornale, ma anche tutto il Gruppo Editoriale cui appartiene, non pubblica mai i nostri Comunicati. Riteniamo, però che i cittadini debbano essere a conoscenza di tutte le opinioni lasciando alla loro libera autonomia il giudizio finale. Questo dovrebbe essere il principio sul quale fondare un’informazione corretta. Un ringraziamento a Giancarlo Ferrario, il suo articolo del 21.10 è stato illuminante.

Non sono le contrapposizioni politiche, i problemi di campanile, le invidie e le gelosie che motivano il Comitato ma la non condivisione delle scelte e non tecniche sin qui fatte. Non è nemmeno la non comprensione, abbiamo capito bene che cosa sta succedendo. Forse è proprio Ferrario che non ha compreso, basterebbe poca attenzione e buon senso per comprendere che quelle ragioni dimostrano esattamente il contrario.

Lario Reti Holding è eccellente, scrive Ferrario, perché realizza 23,2 milioni di euro di ebitda (margine operativo lordo), 6,5milioni di investimenti, ha un indebitamento di 2,8milioni di euro nel medio/lungo e occupa ben 219 dipendenti.

I lecchesi dovrebbero essere felici, una società ricca che distribuisce anche 4milioni di euro è una risorsa per la nostra provincia. Ma è vero? Proviamo a esporre le nostre ragioni.

Un utile lordo di 23,2milioni di euro, se rapportato alle famiglie della provincia (148.000), significa una maggiore spesa media di oltre 150 euro all’anno. Bisogna, però, aggiungere l’IVA e le accise sul gas e la spesa sale a oltre € 200. Per consentire utili a LRH si è dovuto far perdere Idrolario. Nei prossimi mesi arriveranno bollette acqua per conguagli tariffari, 2012 e 2013, necessari per ripianare le perdite, per un totale di 6milioni d euro; altri 50 euro circa di maggior spesa per le famiglie. Questo è il risultato di una eccellente gestione. Ai cittadini, che si lamentano per le bollette troppo alte, il giudizio.

LRH ha effettuato 6,5milioni di investimenti? Vero ma la maggior è costituita da acquisizioni di partecipazioni (€ 5,5milioni), ossia operazioni di pura natura finanziaria. Per le reti, gli impianti e l’efficienza del servizio solo qualche monetina. Anche questa è un’eccellenza: l’efficienza del servizio serve al cittadino mentre le operazioni finanziarie rafforzano i “centri di potere”.

Solo 2,8milioni di indebitamento nel medio/lungo, ulteriore indice di eccellenza secondo Ferrario. Noi riteniamo che sia solo indice di disinteresse verso il servizio per privilegiare logiche finanziarie. Non si capirebbero, al contrario, le ragioni per tenere congelata una disponibilità di 37milioni di euro, che frutta quasi 900mila euro di interessi attivi all’anno. Forse qui sta la ragione delle perdite di Idrolario e del suo indebitamento verso il Gruppo LRH. Prima si provoca lo stato d’insolvenza, non vero ma raffigurato, poi si tenta di comprare tutto con un tozzo di pane. Ma Idrolario non è una concorrente, è una società di proprietà degli stessi Comuni azionisti di LRH.

Altro che eccellenza, a noi sembra assurdo che i soci di una società possano far fallire una società di cui sono pure soci. Forse c’è una logica speculativa che, però, dovrebbe essere estranea al pubblico.

Ma perché, invece di informare, si prendono in giro i cittadini? LRH garantisce l’occupazione a 219 dipendenti solo perché sono funzionali all’erogazione del servizio e tali resterebbero, ma potrebbero anche aumentare se si abbandonasse la logica finanziaria e si facessero investimenti, quelli veri però. Potrebbe esistere un rischio per i dipendenti assunti in logiche clientelari o per meriti “politici” magari attraverso amicizie e raccomandazioni.

Per fortuna, però, LRH fa 12milioni di utili netti e 4milioni di euro di dividendi! Non sarebbe meglio ridurre le tariffe, fare investimenti per migliorare il servizio magari anche in settori diversi ma sempre e unicamente pubblici. Una sana regola di economia sconsiglia di utilizzare utili di una società per ripianare perdite di un’altra. È vero nel privato ma non nel pubblico perché l’obiettivo di una società non deve essere il profitto mentre le perdite sono costi di servizi sociali non coperti dalla fiscalità generale.

Come si fa ad affermare che tutto questo è frutto di una scelta lungimirante di buona politica che privilegia il territorio agli interessi di partito? Impoverire la gente è buona politica? Non rispettare le leggi è buona politica? Non è un problema di non comprensione ma di irritazione.

Quanta enfasi per sostenere LRH ma anche molte imprecisioni ed errori. LRH non è una “multiutility”; è una Holding che opera nel settore dei servizi pubblici attraverso “società di scopo”, un modello che probabilmente non è conforme nemmeno a quanto previsto dal decreto “Sblocca Italia” e dalla “Legge di Stabilità”. E  che di dire della proposta di farvi confluire addirittura anche la gestione dei rifiuti  in mano oggi a Silea spa?

Il Comitato è favorevole al vincolo per le società idriche, ma anche per tutte le società che erogano servizi pubblici, della totale partecipazione pubblica diretta (1° livello), contesta la partecipazione pubblica indiretta (2° livello) perché non conforme alla normativa comunitaria e nazionale.

Lo afferma il Garante la Concorrenza ed il Mercato precisando, con riferimento alle società di 2° livello, “pregiudicando, pertanto, la sussistenza stessa dei requisiti per la praticabilità del in house”. Questi problemi però, in una strana logica, non esistono; L’A.U. di Lario Reti Holding risolve tutto raccontando che il Presidente (si presume dell’Autority) lo ha informato che tutto è stato archiviato nel maggio scorso. Ma quanto racconta Vittorio Proserpio è smentito dagli atti dell’Autority.

Sostenere l’affidamento del servizio ad una società di 1° livello, cioè partecipata direttamente da Enti pubblici, non è una sterile, ideologica o strumentale posizione per il Comitato e per alcuni Comuni della Provincia, è unicamente il modo di evitare l’affidamento del servizio mediante gara, cui potrebbe portare, nell’ipotesi contraria, se l’Autority o qualche operatore di settore facesse ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale).

La conseguenza sarebbe la privatizzazione del servizio idrico. Le affermazioni di chi sostiene l’affidamento ad una società di 2° livello, e che si dichiara anche a favore dell’acqua pubblica, mette a rischio l’affidamento in house inutilmente quando, con una semplice e banale operazione, potrebbe scongiurare il pericolo. Perché? Per fare 12milioni di utili e 4milioni di dividendi? Questa è una logica che realizza una privatizzazione non formale ma sostanziale.

Dobbiamo valorizzare, sostenere, essere orgogliosi e difendere LRH, conclude l’articolista.

Viene in mente la nota fiaba di Hans Christian Andersen. I cortigiani adulatori lusingavano il re per l’abito inesistente ma un ragazzino ha sconfessato tutti gridando “il re è nudo!”. Noi siamo come quel “ragazzino”, non sappiamo essere cortigiani e adulatori.

In questo Paese, i cittadini pagano già troppo grazie a questa “buona politica” e a questo voler realizzare, a tutti i costi, una logica di mercato e profitti invece di occuparsi di erogare servizi che costino il meno possibile.

Comitato  Lecchese Acqua pubblica e beni comuni

 

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