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CYBERBULLISMO: COS’È
E COME DIFENDERSI

Il bullismo virtuale è un fenomeno molto diffuso, ma ancora poco conosciuto in molti dei suoi aspetti. In Italia ne è vittima un quarto degli adolescenti, provocando sentimenti di angoscia e paura. Vediamo come prevenire e arginare il problema.

Il bullismo è una forma di violenza, sia fisica sia psicologica, attuata nei confronti di persone ritenute deboli o incapaci di difendersi, che diventano vittime di insulti, minacce, umiliazioni e vessazioni. Con l’avvento di internet e dei social network questo fenomeno si è trasferito in una nuova dimensione: quella virtuale. Avrete sicuramente sentito parlare del cyberbullismo, una nuova modalità di aggressione, persecuzione e diffamazione posta in essere soprattutto in ambito giovanile, mediante l’utilizzo del web.

Si tratta di un fenomeno complesso al quale fortunatamente la legge non rimane indifferente: accanto agli strumenti di tutela penale e civile già previsti in via generale dall’ordinamento per difendere le vittime di bullismo nelle scuole, sono al vaglio del Parlamento nuove misure di prevenzione e contrasto volte ad arginare il fenomeno.

Se quanto detto vi interessa, in questo articolo vi spieghiamo come prevenire e difendersi dal bullismo virtuale e le strategie da adottare per aiutare i ragazzi a non essere sopraffatti dai pericoli del web.

 

Parlarne con qualcuno

A differenza del bullismo tradizionale, che si verifica nella vita reale, il cyberbullismo è una forma di violenza che viene attuata in rete mediante l’utilizzo di social network, email, sistemi di messaggistica istantanea (come Telegram e WhatsApp), chat e qualsiasi altro strumento digitale figlio dell’era del web.

Secondo una ricerca nazionale condotta dall’Unicef nel 2015 su 11.3432 bambini dai 6 ai 18 anni, solo una vittima su dieci racconta a un adulto di fiducia di aver subito episodi di bullismo online.

Spesso e volentieri questa mancanza di comunicazione è dovuta all’imbarazzo o alla paura che parlarne con qualcuno possa peggiorare ulteriormente la situazione qualora il cyberbullo dovesse scoprirlo. A incentivare vittime e autori al silenzio è anche il timore di vedersi sottratti dai genitori smartphone, tablet e pc come punizione, il che ovviamente contribuisce a mantenere alto il numero oscuro dei casi di violenza digitale.

In queste situazioni così insolite ed estreme, gli adulti di riferimento diventano le uniche ancore di salvezza per riportare le regole del gioco entro confini condivisibili e proteggere i giovani che hanno solo bisogno di una “guida sicura” per non perdersi nel labirinto del web.

Pertanto, è importante che i genitori aprano un dialogo qualora sospettino che il proprio figlio sia vittima o autore di bullismo online, coinvolgendo anche gli insegnanti o contattando direttamente gli amministratori dei social network per chiedere l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi dato personale del minore diffuso sul web in maniera illecita.

 

Tenersi informati

Per educare i propri figli a un utilizzo consapevole della tecnologia, prima di regalargli un nuovo smartphone o un computer di ultima generazione è bene informarsi sulle potenzialità e le caratteristiche del dispositivo. A tal proposito, per evitare che un minore venga intrappolato dal fenomeno del bullismo virtuale, trasformandosi in vittima o carnefice, una strategia molto utile è insegnagli a usare correttamente app e social network, rispettando se stesso e gli altri.

Allo stesso modo, è importante stabilire insieme degli orari e delle modalità di accesso alla tecnologia, magari posizionando il computer o il tablet in uno spazio condiviso in modo che i ragazzi si sentano meno liberi di adottare comportamenti non appropriati.

 

Proteggere la privacy

In casi estremi e adottando tutte le accortezze del caso, può rivelarsi utile l’utilizzo di un “filtro famiglia” (il cosiddetto Parental Control) per evitare che il proprio figlio navighi su siti non adatti alla sua età, magari violenti o che propongono contenuti pornografici.

È buona norma anche controllare e/o cambiare le impostazioni della privacy sui social network per impedire l’accesso al proprio profilo di chi non vogliamo lo veda o rimuovere alcune informazioni che potrebbero fomentare il bullismo digitale, come la scuola che si frequenta, l’indirizzo di casa, il numero di cellulare e la geolocalizzazione. Per ulteriori approfondimenti sull’argomento potete consultare il sito https://shoppable.it.

 

Non rispondere a minacce e provocazioni

Molte vittime di cyberbullismo si difendono dalle vessazioni sul web con altri attacchi, comportandosi loro stessi da bulli. Sebbene questo potrebbe sembrare un modo per risolvere il problema, in realtà rischia di esacerbare i comportamenti aggressivi dei cyberbulli, creando un circolo vizioso difficile da fermare.

Oltre a mostrarsi indifferenti e non rispondere alle minacce, ai messaggi e ai commenti offensivi inviati tramite social network o blog, è importante tenere traccia di quanto successo, salvando sul dispositivo il materiale che può costituire una prova, per esempio facendo uno screenshot delle conversazioni in chat o salvando le foto inopportune pubblicate in rete senza la propria autorizzazione. In questo modo sarà possibile dimostrare l’accaduto qualora si decida di denunciare il cyberbullismo a un adulto di riferimento o alle autorità competenti.

 

Pubblicato in: Cronaca

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