AGENTI FIRMANO PER LA LEGA.
IL SEN. ARRIGONI SE NE VANTA
E LA QUESTURA APRE L’INCHIESTA

ASCOLI PICENO – Per il calolziese senatore leghista Paolo Arrigoni quei poliziotti che nelle Marche dove è responsabile del partito firmavano a sostegno del ministro dell’Interno Matteo Salvini erano un vanto, quindi ecco la foto e la condivisione sui social secondo la miglior scuola del segretario padano.

Tuttavia se il guardaroba di Salvini pare essere tollerato, ha sollevato un caso il fatto che due agenti veri, in divisa dunque in servizio, mostrassero la propria adesione a un partito politico. Arrigoni, già sindaco di Calolziocorte e ora Questore al Senato, accortosi del fattaccio ha dapprima cancellato la foto con la quale ha messo in difficoltà i due poliziotti per poi ripostare la stessa debitamente “pixellata”, spostando l’attenzione su chi avesse potuto strumentalizzare la prima immagine, quella a volti scoperti.

Arrigoni parla di generosità e coraggio, tuttavia la questione è leggermente diversa.  L”articolo 6 della legge 328 del 1978, il regolamento delle Forze di polizia e dei militari in servizio attivo, afferma che essi debbano: “in ogni circostanza mantenersi al di fuori delle competizioni politiche […] è fatto divieto di partecipare a riunioni e manifestazioni di partiti, associazioni e organizzazioni politiche, nonché di svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni, organizzazioni politiche o candidati ad elezioni politiche ed amministrative“. L’opzione politica deve quindi essere svolta in una dimensione individuale, fuori dal servizio e svestendo la divisa.

Doverosa dunque l’inchiesta aperta dalla questura di Ascoli Piceno per accertare quanto accaduto e le eventuali responsabilità dei due poliziotti che rischierebbero sanzioni e procedimenti disciplinari.

 

 

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