FESTA DELLA LIBERAZIONE,
PARLA L’ANPI DI GALBIATE:
‘MOMENTO DELLA RINASCITA’

LECCO – Viste le complicate dinamiche legate alla pandemia che da tempo spaventa l’Italia, quest’anno sarà impossibile proporre un 25 aprile ‘normale’. Nelle prossime righe, proponiamo una breve riflessione dell’ANPI di Galbiate, sezione Giulio Bonacina.

È già da qualche tempo che la festa della Liberazione si trova a confronto con eventi importanti o gravi quali il referendum costituzionale, il problema della migrazione e dell’accoglienza e il diffondersi di movimenti sovranisti e neofascisti.

Oggi questa data cade nel mezzo della pandemia da Covid-19, una condizione che ci impedisce di manifestare pubblicamente e che ci mette di fronte ad argomenti rilevanti su cui riflettere.

Il 25 aprile non è, né deve essere un atto di rituale protocollo, una celebrazione retorica e vuota ma è un’occasione per far rinascere nei cittadini la consapevolezza che si è soggetti dell’azione e che i principi sanciti dalla carta costituzionale sono diritti inviolabili. Negli ultimi decenni, però, si è assistito al logoramento della Costituzione e a una progressiva erosione dei servizi sociali e della sanità pubblica, si è infatti visto come il sistema sanitario abbia affrontato la crisi pandemica con estrema difficoltà.

Quando nei prossimi mesi si porrà il problema della “ripartenza”, noi dobbiamo affermare la necessità di ripartire facendo riferimento a quanto contenuto nell’art 32 della Costituzione (“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…”) e ribadendo l’esigenza di ridare forza ai principi costituzionali che sono stati il prodotto della Resistenza e del 25 Aprile.

“Ora e sempre, Resistenza”

Sezione ANPI di Galbiate

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