LECCO FESTEGGIA IL TRICOLORE
RICORDANDO LA GRANDE GUERRA

LECCO – Anche la nostra città questa sera ha festa tricolore voluto festeggiare i 219 anni della bandiera italiana, nata a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, e lo ha fatto alla Torre Viscontea, dove si trova esposta la mostra dedicata alla Prima Guerra Mondiale “Materiali per la memoria – Il patrimonio del museo storico”.

Come spiega infatti in un messaggio il prefetto Liliana Baccari – assente per motivi di salute – “La festa del tricolore è la festa degli uomini e delle donne che esso rappresenta e che per esso hanno lottato, come è avvenuto nel caso della Prima Guerra Mondiale e per questo è doveroso non dimenticare il legame umano tra i territori coinvolti dal conflitto, i soldati, i volontari e le istituzioni”.

Anche secondo il sindaco Virginio Brivio “ha senso ricordare il nostro tricolore andando a guardare quel pezzo di storia importante che è la Grande Guerra: la bandiera italiana è stata un segno premonitore, che ha poi tenuto unito il Paese anche in momenti difficili, dove poterla addirittura festeggiare non era facile né scontato”. “I nostri soldati che hanno combattuto vivendo la drammaticità di quegli anni – incalza il coordinatore di Assoarma Lecco Filippo Di Lelio – hanno sempre avuto la speranza e la fede nella vittoria, perché in loro l’attaccamento al tricolore, simbolo della nostra patria, non è mai venuto meno”.

festa tricolore2Dopo la doverosa introduzione delle istituzioni a parlare sono state le immagini e i documenti in esposizione che il pubblico intervenuto ha potuto visitare con il supporto di una guida d’eccezione, Mauro Rossetto direttore del polo museale lecchese. “Questa mostra, ricchissima di reperti che il nostro staff ha selezionato, si avvale di fonti molto diverse: divise, armi, documentazioni, lettere, fotografie, grazie alle quali siamo riusciti a rendere ai visitatori aspetti diversi del conflitto”.

“Innanzitutto  – continua Rossetto – abbiamo ricostruito la biografia di alcuni giovani soldati, con la volontà di dare un nome e un volto ai caduti di questa guerra: le loro storie, riorganizzate e sintetizzate si possono conoscere attraverso delle istallazioni multimediali. Un altro tema che con questa esposizione abbiamo voluto portare in primo piano è quello del fronte interno, analizzando come la guerra ha influito anche sui civili non solo dal punto di vista materiale ma anche sociale: basti pensare alla trasformazione a cui il ruolo della donna è andato incontro. Ulteriori aspetti indagati col nostro lavoro sono quelli della propaganda, dello scambio di informazioni tra soldati e civili il quale era soggetto a censura, della mobilitazione della società e della creazione di comitati – in particolare per l’assistenza a invalidi e feriti – e infine abbiamo voluto sottolineare anche l’incidenza della guerra sull’economia della nostra regione, soprattutto per il settore industriale che ha visto in questo periodo un forte sviluppo legato alle produzioni belliche”.

 

Manuela Valsecchi

 

 

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