SCANDALO AL CINEMA:
QUANDO IL SESSO
FACEVA SCATTARE LA CENSURA

Ultimo-tango-a-parigiHedy Kiesler fa il bagno al fiume, vaga per i boschi e ha un corpo statuario. Niente di strano, se non fosse che la donna è nuda, integralmente. Siamo nel 1934 e una scena così esplicita non si è mai vista sullo schermo, tanto più in un film presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Lussurioso a partire dal titolo, Estasi del cecoslovacco Gustav Machatý regala alla kermesse il primo scandalo della sua storia, suscita la riprovazione del vescovo della città lagunare e il disappunto del Duce che, dopo averlo visionato personalmente, ne impone la proibizione. Come tollerare, del resto, l’esplicita messa in scena di un corpo di donna così lontana dall’angelo del focolare tanto caro al Mussolini-pensiero?

Una pellicola come Estasi, dal casto erotismo cerebrale, appare oggi innocente e a tratti datata nella sua rappresentazione della seduzione clandestina, dei baci appassionati, del sesso passionale. Eppure il corpo nudo, i centimetri di pelle esposta e i dialoghi “scabrosi” un tempo furono oggetto di dispute, accuse pesanti e assurdi, quanto arbitrari, interventi censori.

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