COME CI SI PREPARA
A VIVERE UNA VITA
DA NOMADE DIGITALE?

Con il progressivo aumento del tasso vaccinale, potremo tornare a viaggiare anche fuori dai confini europei. Conosciamo tutti qualcuno che è riuscito a recarsi all’estero nonostante lo scoppio della pandemia. Alcuni non per loro scelta, magari, altri invece hanno deciso di fuggire nelle isole del Pacifico o ai Caraibi per vivere una vita da “nomadi digitali”. Per chi lavora unicamente utilizzando la tecnologia, infatti, conta poco dove ci si trova fisicamente ed è possibile abbracciare uno stile di vita nomade: tale scelta è sempre più comune, soprattutto in seguito alla pandemia. Data la crescente popolarità del “nomadismo digitale” abbiamo stilato una lista dei principali passi da intraprendere per adottare questo particolare stile di vita.  

1.     Stabilisci quali sono le tue competenze

Innazitutto, occorre capire esattamente quali competenze possono essere impiegate lavorando online. Ovviamente, è molto importante avere una buona competenza nell’utilizzo della tastiera, del computer e di internet, il che oggi, fortunatamente, è molto comune. Per migliorare il proprio margine di guadagno, poi, è essenziale continuare ad ampliare le conoscenze e competenze sviluppate durante il proprio percorso di studi o maturando esperienza lavorativa.

Tra le competenze più richieste nel lavoro da remoto troviamo il copywriting, il marketing, la progettazione o la programmazione. I programmatori possono concentrarsi su postazioni in ambito di webdesing, mentre in campo linguistico impartire lezioni (online o di persona) è una scelta sempre più frequente.

La maggior parte dei nomadi digitali avvia la propria attività trovando un lavoro da remoto o tramite incarichi da freelance. Una volta intercettate le prime fonti di guadagno, serve chiedersi se concentrarsi ulteriormente sulle stesse, sviluppando un’attività più ampia, o se cercare tanti incarichi simili ai primi. Non c’è un percorso predefinito per diventare nomadi digitali, quindi la situazione varia a seconda delle conoscenze, delle competenze e da quanto si è disposti a spiccare il salto, a prendere rischi e, forse, a volte, a commettere errori.  

2.     Entra a far parte di una community di nomadi digitali

I forum e i gruppi Facebook agevolano il contatto con altri nomadi digitali che lavorano nello stesso settore e che potrebbero avere consigli utili da condividere. Capita, ogni tanto, di sentirsi persi e parlare con qualcuno che ci possa capire è molto importante. I membri della community potrebbero anche permetterti di acquisire nuove competenze e avere qualche dritta su come lavorare online e come scegliere una nuova base.  

3.     Diventa freelance nel tempo libero

Se la tua esperienza non è (ancora) sufficiente per lavorare online e hai bisogno delle entrate del tuo attuale impiego, puoi avviare una attività come freelance nel tempo libero. Non serve molto per cominciare, neanche economicamente, quindi scegli qualcosa di semplice per iniziare e cerca di sviluppare competenze.

In Australia, per esempio, molte aziende devono assumere dipendenti part-time o lavoratori freelance e condividono le posizioni aperte su siti appositi, con una descrizione dell’incarico e indicando anche tempi e budget. I freelance di tutto il mondo possono aprire un profilo su questi siti e, se interessati, possono contattare l’azienda alla ricerca di una nuova figura. Le aziende si possono contattare direttamente sul sito, inviando la propria candidatura e una lettera di motivazione in cui si spiega perché si è adatti per tale posizione. Dopo aver esaminato la lettera e candidatura, tocca all’azienda stabilire se il profilo è in linea con i requisiti e se aprire un dossier che permette al nuovo freelance di cominciare a lavorare. In genere, i siti applicano costi di servizio di piccola entità che si scalano dal compenso concordato con l’azienda. 

4.     Preparare la partenza

L’altro aspetto importante da prendere in considerazione è la permanenza in un Paese a lungo termine, che è possibile per molti solo trovando un datore di lavoro presso il quale cominciare con un contratto a tempo determinato. Altri scelgono invece di cominciare una formazione, il che, però, potrebbe richiedere molto tempo. Il consiglio è, in genere, quello di richiedere inizialmente un visto turistico per visitare una meta potenziale e sondare sul posto quali sono le possibilità che offre.

Alcuni Paesi hanno stretto accordi con l’Italia per permettere ai suoi cittadini di avviare un’attività senza l’autorizzazione preventiva di un datore di lavoro. I cittadini italiani, per esempio, possono trasferirsi per lavoro in Australia con un Working Holiday Visa Australia (WHVA) fino ai 31 anni. È sempre bene, però, informarsi per tempo sui requisiti da soddisfare per richiedere i diversi visti per l’Australia o per qualsiasi Paese si intenda visitare.

Una volta effettuate le verifiche necessarie, si è pronti a partire. Per risolvere i problemi che sorgeranno nel Paese, la migliore soluzione è confrontarsi con gli abitanti del posto. I consigli che possono darti su come aprire un conto in banca, registrarsi come lavoratore autonomo o avviare un’attività sono spesso molto mirati sulla situazione nazionale, ma anche sulla regione in cui ti trasferirai. Certo, la maggior parte delle scoperte le farai una volta giunto sul posto, ma è anche quello il bello, non è vero?

Pubblicato in: Economia

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