Se si vuole ampliare il proprio bacino di clienti affacciarsi sul panorama internazionale potrebbe essere un’ottima idea. Oggi viviamo in un mondo realmente globalizzato, dove raggiungere clienti in altri Paesi è diventato decisamente più semplice rispetto al passato, anche se ci sono alcuni aspetti da non sottovalutare. I contratti commerciali internazionali potrebbero nascondere delle vere e proprie insidie per chi non ha le giuste competenze legali. Per questo, se con la vostra azienda volete stipulare un accordo di questo tipo, vi consigliamo di ingaggiare dei professionisti per ricevere consulenza su contratti commerciali internazionali.
Quali sono i principali aspetti da tenere in considerazione? Continuate a leggere per saperne di più nell’ambito dei contratti internazionali.
Le principali convenzioni internazionali a cui fare riferimento
Da un punto di vista legale bisogna per prima cosa capire quali leggi e quali norme si applicano nella stesura di un contratto internazionale. Negli ultimi anni sia gli Stati nazionali, sia alcuni organismi sovranazionali, come ad esempio l’Unione Europea, hanno provveduto a emettere delle norme che favoriscano una maggiore semplicità nella redazione dei contratti. L’ambizioso obiettivo è quello di uniformare il diritto in materia di contratti internazionali.
Attualmente ci sono diverse convenzioni e trattati a cui si può fare riferimento. Un ottimo esempio è costituito dal Regolamento Comunitario 593/2008. Anche la Convenzione di Roma (1980) e quella di Vienna in merito alla vendita internazionale di merci (1980) hanno un valore notevole. Già da questi accenni potete capire quanto possa fare la differenza affidarsi a degli esperti legali, che possono aiutare a redigere contratti in linea con i principali trattati e convenzioni su questa materia.
Tutelarsi in caso di controversie
La redazione del contratto internazionale è sicuramente un aspetto chiave, ma non va dimenticato che potrebbero in futuro esserci anche delle vere e proprie controversie tra le parti. Quale legge si applica? Qual è il Foro competente?
La migliore soluzione è quella di inserire queste specifiche direttamente all’interno del contratto. In questo modo entrambe le parti accettano sia a quali norme fare riferimento, sia a quale Foro rivolgersi in caso di controversie legali.
Avere dei consulenti che possano guidarci nella redazione del contratto è utile anche per questo. Possono essere di reale supporto nell’inserire dettagli come questi, sulla base della legislazione vigente nei Paesi delle aziende coinvolte nel contratto che si sta per stipulare.
La lingua con cui redigere il contratto
Infine c’è un ultimo punto che dovreste tenere a mente: la lingua in cui si redige il contratto. Quando si vogliono stringere dei contratti internazionali con imprese che sono in Paesi esteri si sa già che molto probabilmente bisognerà usare una lingua che non è l’italiano. Anche questo punto non va sottovalutato, soprattutto perché ciò che viene scritto sul contratto deve essere chiaro e privo di ambiguità.
In queste occasioni spesso si tende a prediligere l’inglese, sia perché ormai è una sorta di lingua franca, sia perché da un punto di vista giuridico si presta a una maggiore chiarezza (a tal proposito si parla di “parol evidence rule”).
