DEBITI PUBBLICI, SITUAZIONE
ITALIANA E NON SOLO

Un tema diventato di strettissima attualità negli ultimi mesi, anche se per la verità già da tempo si parla molto di debito pubblico, soprattutto in seno alla UE ove si avanza sempre un paragone tra quello dell’Italia e delle altre nazioni, su tutte la Germania prese sempre come esempio virtuoso.
In questo paragone il nostro Paese viene dipinto come una cicala, a fronte della formichina tedesca. Quanto c’è di vero in questo raffronto?

I dati sul debito pubblico

Ad una prima occhiata, i dati sul debito pubblico sembrano confermare l’assunto di partenza. Il debito pubblico italiano si assesta a quota 2447 miliardi di euro, circa il 135% del Prodotto Interno Lordo. Un dato destinato ad aggravarsi con l’effetto coronavirus, che dovrebbe portarlo alla fine dell’anno al 155% circa.
Mentre quello tedesco sarebbe intorno all’81% (dati Eurostat), anche se ancora non si hanno notizie certe di quanto stia accadendo negli ultimi tempi. Il paese guidato dalla Merkel è da sempre visto come un colosso dell’economia europea e mondiale, non a caso le migliori azioni della Germania vanno a configurare buona parte del paniere della aziende più importanti di Europa.

I dati sono reali?

Occorre però sottolineare come ormai da tempo, da più parti si accusi la Germania di nascondere abbastanza vistosamente i dati reali. Per capirlo basta far riferimento ai dati Eurostat e aggiungerli ad uno studio pubblicato dalla Facoltà di Scienze Economiche di Friburgo e dalla fondazione berlinese «Marcktwirtschaft» (Economia di mercato). Il quale afferma senza mezzi termini come il debito pubblico tedesco sia il più elevato a livello europeo, attestandosi al 197,6%.
Un dato che si avrebbe unendo al dato esplicito quello implicito, ovvero un ulteriore 111,8%. Per debito esplicito si intende il bilancio dello Stato e degli enti periferici, quello implicito sarebbe invece la spesa per previdenza, sanità, assistenza sociale.

Italia sprecona? Non proprio

Italia Paese di cicale ormai sull’orlo del fallimento? Una narrazione, quella del blocco nordico, la quale non regge assolutamente alla prova dei fatti. Come del resto conferma una fonte non sospettabile di simpatie per il nostro Paese. Si tratta della Commissione Europea, la quale proprio di recente ha affermato che il debito pubblico italiano è assolutamente sostenibile nel medio termine.
Se infatti per effetto della pandemia di coronavirus e del conseguente lockdown esso dovrebbe attestarsi al 159% quest’anno, in quelli successivi dovrebbe iniziare a scendere sino a tornare al 140% nel 2030.

L’Italia non è mai stata a rischio default

Un giudizio, quello della Commissione UE, che del resto non è una sorpresa, se si pensa come già nel 2013, ovvero in anni in cui si parlava di rischio default per l’Italia, il Fiscal Stability Report dell’UE segnalasse una realtà assolutamente diversa.
L’Italia nel 2009, e ancor di più nel 2010 e 2011, si è sempre tenuta ben al di sotto del valore critico di pericolo, a differenza ad esempio della Gran Bretagna, segnalata nettamente al di sopra nel 2009. Resta da capire perché la classe politica italiana continui ad accettare una narrazione palesemente falsa.

 

Pubblicato in: Economia

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