FONTANA INDAGATO, L’M5S:
“I LOMBARDI HANNO IL DIRITTO
DI CONOSCERE LA VERITÀ”

MILANO – Attilio Fontana indagato per falsa dichiarazione in voluntary e autoriciclaggio.

La Procura di Milano ha inviato in queste ore una rogatoria alle autorità svizzere per stabilire da dove arrivano quei 5,3 milioni di euro che il Governatore della Lombardia aveva sul conto elvetico e che ha riportato in Italia nel 2015. Il caso è emerso dopo i 75mila camici che l’azienda del cognato di Fontana aveva tentato di vendere a Regione Lombardia nel 2020 prima che il contratto già appaltato da “Aria” venisse trasformato in donazione.

Com’è noto, la commessa saltò e il Governatore decise di risarcire il cognato con un bonifico personale di 250mila euro provenienti da un conto svizzero intestato allo stesso Fontana.

Gli investigatori si stanno concentrando su come sia stata creata la provvista dei 5,3 milioni in Svizzera che Fontana ha dichiarato al fisco come eredità.

Questo il commento sulla vicenda di Raffaele Erba, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle:

“È importante che la magistratura chiarisca questa triste vicenda per fare definitivamente luce su uno scandalo avvenuto in piena pandemia. Tutti i cittadini lombardi hanno il diritto di sapere la verità dopo le confuse ammissioni di Fontana nei giorni successivi alla scoperta dell’appalto dei camici all’azienda del cognato e della moglie”.

“Comunque vadano le cose, in questi ultimi mesi Regione Lombardia ha perso la credibilità per una serie di errori, omissioni e disguidi commessi sulla pelle dei cittadini lombardi”.

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