I NUMERI DELL’ATALANTA:
3 ANNI DI BILANCIO IN POSITIVO

Negli ultimi tre anni l’Atalanta ha mostrato un utile positivo; tra il 2016 e il 2018 l’utile netto è stato superiore ai 50 milioni di euro. Questo durante un periodo in cui la squadra ha potuto ottenere grandi successi in vari ambiti, dal terzo posto in classifica in Serie A fino alla finale di Coppa Italia. E per il 2019 già si prevedono utili ancora superiori rispetto ai 24 milioni di euro del bilancio 2018. Cerchiamo di capire quali sono i fattori vincenti, che hanno permesso alla squadra di primeggiare e di mantenere un bilancio ideale.

L’era Percassi
Da molte parti i successi dell’Atalanta sono attribuiti, in buona parte, al ritorno di Percassi. Nei nove anni della sua dirigenza infatti la squadra è risalita dalla retrocessione in B, per arrivare al terzo posto in classifica in A, il tutto con una costante attenzione ai risultati sotto tutti i fronti. L’insider ci racconta la realtà di questi nove anni, 10 stagioni in cui l’Atalanta ha brillato sotto vari fronti. Solo nel 2009/2010, quindi pochissimo tempo fa, la squadra di Bergamo era infatti terminata 18° al termine della stagione di serie A. L’anno successivo è quindi ripartita dalla B, ottenendo ampio successo, mostrando tutto il suo valore sin dalle prime partite. Dalla stagione 2011/2012 poi la dirigenza Percassi ha permesso alla squadra di continuare la sua parabola ascendente, passando dal 12° posto di quella stagione, fino al terzo della passata. Osservando i bilanci, all’arrivo di Percassi l’Atalanta otteneva annualmente guadagni minimi, se non addirittura terminando la stagione in perdita.

Il bilancio di 9 anni di Percassi
La nuova dirigenza ha sin da subito dato una nuova spinta alla squadra, focalizzandosi sul gioco, sulla gestione delle giovanili e su una maggiore attenzione alle plusvalenze. Considerando il lasso di tempo che va dal 2010 al 2018 l’Atalanta ha potuto contare su circa 33 milioni di utili; dal 2016 al 2018 quegli utili sono 50 milioni, una cifra di tutto rispetto, anche facendo un paragone con altre squadre che giocano in Serie A nel nostro Paese. Ancora più importante il fatto che circa il 25% dell’intero fatturato deriva dalle cessioni e dai prestiti dei giocatori. La cessione di Alessandro Bastoni ha fatto entrare nelle case della società ben 30,6 milioni di euro di plusvalenza; sono stati 27,9 milioni nel caso di Roberto Gagliardini. Si tratta di cifre che da sole permettono di ristabilire il bilancio di una piccola squadra. Come spiega l’articolo di ultimouomo.com, considerando l’anno in corso si prevede già ora un fatturato che supererà i 130 milioni di euro. Una piccola squadra di provincia, gestendo al meglio ciò che aveva, ha raggiungo il sesto posto tra le forze economiche del campionato italiano, superando senza problemi anche molte squadre più blasonate.

Il segreto dell’Atalanta
Il segreto dell’Atalanta sta proprio nel saper approfittare di ciò che si possiede, evitando di sperperare fondi nell’acquisto di nuovi giocatori. Una gestione parca, che ha preferito non esagerare con il calciomercato (salvo rarissime occasioni), ha consentito di mantenere gli utili elevati, un bilancio in positivo e un fatturato di tutto rispetto. Per altro il gioco di squadra è stato a tutti i livelli, anche per quanto riguarda i giocatori in campo ogni settimana. Grazie a loro, e all’intera dirigenza, i risultati non si sono fatti aspettare, cosa che ha consentito ovviamente di aumentare anche gli introiti da altre fonti, soprattutto per quanto riguarda i diritti TV, la partecipazione ai tornei internazionali, le sponsorizzazioni.

Anche un nuovo stadio
Tutto questo ha permesso all’Atalanta di avere a disposizione anche un nuovo stadio. O meglio di ristrutturare il vecchio stadio della città, dal 2015 acquisito dalla società, che nel corso degli ultimi anni è riuscita a investire per la ristrutturazione di alcune delle strutture, che necessitavano di notevoli migliorie. Del resto lo stadio Atleti Azzurri d’Italia era datato 2018. Il nuovo Gewiss Stadium è attivo dall’ottobre 2019, anche se alcune delle ristrutturazioni avverranno solo nei prossimi anni. Si tratta comunque di un traguardo non indifferente quello di poter avere un intero stadio a disposizione, per altro rinnovato e aggiornato alle necessità odierne.

 

Pubblicato in: Economia

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