“SONO UNA FARSA QUOTA CENTO
E IL REDDITO DI CITTADINANZA”:
LA FORNERO A LECCO CON +EUROPA

LECCO – “Al fine di spiegare e non solo propagandare, per ragionare e non solo accusare” +Europa invita i cittadini del lecchese a partecipare a un confronto pubblico dal titolo Figlio, pagherai tu per me! La manovra del popolo e i conti che non tornano, questa sera alle 20.30 a Palazzo Falck in piazza Garibaldi a Lecco. Interverranno Elsa Fornero, economista e già ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Riccardo Puglisi, economista, università degli studi di Pavia. Introdurrà i lavori Luca Monti, presidente di +Europa Lario. Sarà trasmesso un videomessaggio di Emma Bonino.

“La manovra del cambiamento approvata dal governo del cambiamento è ben lontana dall’abolizione della povertà (come sosteneva Di Maio il 26 settembre 2018) e dal superamento delle logiche del passato. Aumento irresponsabile del debito pubblico, assenza di crescita e di investimenti, veri motori del cambiamento di un paese, ricaduta miope di cosiddette riforme sociali sulle generazioni future, questa la ricetta del governo giallo verde. Che nonostante i colori con cui si presenta, più grigio non potrebbe essere”. Questo il commento di +Europa alle ultime vicende legate al Governo in carica.

“Per dare un contentino ai propri elettori e in modo totalmente dissociato dalla realtà, il governo del cambiamento ha approvato una legge finanziaria che include reddito di cittadinanza e “quota 100”. Il primo è una farsa poiché non fa altro che rafforzare il reddito di inclusione introdotto dal precedente governo, puntando su centri dell’impiego che al di là di poche eccezioni (Lecco rappresenta un’eccellenza) non saranno in grado di sostenere la domanda e rispondere adeguatamente”, spiegano i rappresentanti di +Europa. E proseguono: “”quota 100″ è invece una vera e propria presa in giro per gli elettori e i cittadini, un giochetto delle tre carte nel quale il Mago di Oz Matteo Salvini gioca a illudere cittadini ed elettori per accaparrarsi i voti nel breve periodo e rovinare le future generazioni nel lungo. Un sistema pensionistico come quello voluto dal Ministro dell’Interno non solo non ha futuro, avendo delle coperture assai limitate, ma qualora diventasse misura permanente rischierebbe di pesare su quei figli che Matteo Salvini dice in continuazione di volere tutelare “da padre”. C’è ben poco del buon padre di famiglia in quella contro-riforma delle pensioni, c’è invece molto della retorica dannosa di questi ultimi tempi”.

 

 

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