SCIOPERO DEI MEDICI,
A LECCO NESSUN DISAGIO:
STANNO A CASA IN POCHI

OSPEDALELECCO – I medici incrociano le braccia, ma a Lecco i disagi sono minimi. C’era timore per lo sciopero di lunedì che ha fermato i medici nelle prime quattro ore di lavoro, ma nelle strutture del Lecchese non sono stati segnalati grossi problemi. Dei 120 camici bianchi dell’Asl solo in quattro hanno aderito alla protesta. Due tra i medici e i veterinari (su un totale di 79) e due tra i dirigenti professionali tecnico-amministrativi (su 41). Un numero molto esiguo che non ha quindi inceppato la macchina sanitaria in un giorno che sarebbe potuto essere disastroso.

Anche nell’Azienda ospedaliera ieri non si sono registrati disagi particolari, anche se non si conosce il numero esatto degli scioperanti, che però, dall’Azienda assicurano che sarà reso noto solo nella giornata di oggi. “Non abbiamo avuto problemi né per l’attività ambulatoriale, né per quella di emergenza – spiega Luigi Carrabba, responsabile delle relazioni sindacali dell’Azienda ospedaliera –. Il personale di turno è comunque riuscito a sopperire all’assenza di chi ha scioperato. Probabilmente qualche visita specialistica sarà saltata, ma grazie alle informazioni che avevamo già dato ai pazienti negli scorsi giorni alcuni esami erano già stati posticipati, mentre altri sono stati effettuati da medici diversi, cercando così di non fare perdere tempo alle persone in attesa”.

Lo sciopero ha toccato tutta l’Italia e in altre zone sono stati molti di più i medici che hanno incrociato le braccia. I motivi della protesta sono riassunti in otto punti: difesa di un sistema sanitario pubblico e nazionale, stabilizzazione dei precari e l’occupazione dei giovani, riforma della formazione medica pre e post laurea, legge specifica sulla responsabilità professionale, diritto a contratti e convenzioni e il ripristino delle prerogative sindacali, un sistema di emergenza urgenza efficace, dignitoso, sicuro, definizione di livelli essenziali organizzativi e una progressione di carriera sottratta alla politica e ai tagli lineari.

 

 

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