VOLTURA E SUBENTRO:
FACCIAMO CHIAREZZA

Quando ci si trasferisce in una nuova casa, ci sono diversi step da affrontare. Infatti oltre ai pacchi da preparare e al trasloco da organizzare, bisogna pensare anche all’allaccio delle utenze di luce e gas. Qui si pone sempre la fatidica domanda: bisogna fare la voltura o il subentro? I dubbi sono sempre gli stessi, e dipendono dalla scarsa chiarezza e dalla non conoscenza delle differenze fra le due opzioni.

Le differenze fra la voltura e il subentro

È facile spiegare le differenze fra la voltura e il subentro, partendo innanzitutto da una definizione corretta di entrambe. La voltura indica la necessità di attivare un nuovo contratto, ma è fattibile soltanto se è già presente un contatore e se è attivo. Infatti si agisce semplicemente sul contratto modificando dati quali, per esempio, l’intestatario, così da sfruttare l’erogazione già attiva.

Per quel che riguarda il subentro, essendo l’alternativa alla voltura, è semplice capire di cosa si tratta: è l’operazione necessaria quando ci si trasferisce in una casa priva di contatore attivo, ma comunque presente. È possibile fare un test per capire cosa serve: se si solleva la leva del contatore ma non si attiva l’erogazione di energia, vuol dire che è disattivato e che bisogna fare il subentro. Viceversa, può bastare la voltura.

Consigli da seguire per effettuare la voltura o il subentro

Si comincia dalla voltura, in quanto è l’operazione che richiede maggiori attenzioni. Trattandosi di un cambio intestatario, è necessario presentare alcuni dati, ovvero quelli riguardanti la persona alla quale verrà intestato il contratto. Oltre ai dati personali, bisogna presentare anche altre informazioni, come nel caso dei dati del precedente intestatario, della fatturazione e della fornitura.

Se si parla della voltura luce, si consiglia di leggere le guide sul codice POD come quella di Wekiwi, nella quale si spiega anche dove reperire questo codice alfanumerico in bolletta, necessario per la procedura. Ci sono anche dei costi da affrontare, che variano in base al tipo di contratto. Le operazioni per la voltura si concludono quasi sempre in pochi giorni (7 giorni lavorativi massimo), quelle per il subentro, invece, richiedono circa 5 giorni lavorativi.

I costi da sostenere e altre informazioni utili

Come abbiamo accennato, i dati necessari per queste operazioni includono le informazioni personali, il codice POD per la luce o il codice PDR per il gas, le coordinate di un conto corrente, l’indirizzo di recapito della fattura e la potenza impegnata dal contatore. I costi per la voltura si aggirano intorno ai 65 euro: 25,51 corrispondono agli oneri amministrativi, 23 al contributo fisso e 16 all’imposta di bollo. Il mercato libero propone dei costi più bassi, ma in ogni caso si tratta di cifre ampiamente abbordabili in entrambe le situazioni.

 

Pubblicato in: Economia

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