FILIPPINE, ARRESTATO IL KILLER
DI PADRE FAUSTO TENTORIO.
VIVEVA PROTETTO DA AFFARISTI

DAVAO (FILIPPINE) – Svolta nelle indagini sull’omicidio di padre Fausto Tentorio, missionario lecchese del Pime ucciso il 17 ottobre 2011 nella sua missione sull’isola di Mindanao.

La polizia filippina ha arrestato l’ex capo villaggio Nene Dorato che insieme ad altri sei uomini della sua milizia – che restano irreperibili – è da tempo il principale indiziato dell’assassinio.

Dorado, 66enne all’anagrafe Ricardo Boryo Dorado, era ricercato da due anni ma è stato protetto da politici e uomini d’affari locali. Appartiene al gruppo degli “illega”, cristiani immigrati da decenni a Mindanao e in lotta con la tribu Monobo, in maggioranza musulmani, per i diritti sulle terre. Proprio la difesa dei diritti delle comunità indigene monobo ha visto l’impegno trentennale del sacerdote originario di Santa Maria Hoé.

Tra depistaggi e lentezze – spiega asianews.it, sito d’informazione del Pime dall’Asia – solo nel 2019 si era arrivati all’accusa formale ma, nonostante questo, fino ad ora nessuno dei sette mandati di arresto era stato eseguito. Ancora poche settimane fa l’avvocato Gregorio Andolana, che a Kidapawan segue la battaglia legale per la verità sulla morte di padre Tentorio, in occasione del decennale dell’omicidio, aveva denunciato a Rappler, il sito di informazione indipendente fondato dalla premio Nobel per la pace 2021 Maria Ressa che “i sospettati li vediamo muoversi liberamente nell’Arakan e nelle aree intorno a Davao. Sono sotto la protezione e la custodia di uomini d’affari e politici potenti e influenti”.

L’arresto di Dorado è avvenuto presso la sua residenza e ora si potrà arrivare a un processo.

 

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