RUBRICA, IL RACCONTO.
I GEMELLI TESTA E CUORE

LECCO – Continua la nuova rubrica dedicata ai racconti. Ci accompagna settimanalmente la penna di Antonella Straziota, autrice di Malgrate specializzata in storie e favole per bambini, che ogni mercoledì proporrà una sua opera originale.

Se volete pubblicare un vostro testo (per l’infanzia o meno), inviateci brevi racconti alla mail di Lecco News.

Buona lettura.

TESTA E CUORE

Testa e Cuore erano due fratelli gemelli, con caratteri completamente differenti e opposti e ciò comportava che qualsiasi situazione da affrontare si trasformava in un motivo di discussione. Cuore tendeva a seguire il suo istinto, ma proprio quando stava per agire, Testa trovava sempre un motivo logico e razionale per bloccarla… e così, tra un litigio e un altro, non concludevano mai nulla… anzi, riuscivano solo a creare problemi.

I loro genitori le avevano provate proprio tutte per farli andare d’accordo: li avevano iscritti a corsi di Karate e pugilato, sperando che potessero aiutarli ad appianare i loro problemi, ma questi sport riuscirono solo a far risolvere le loro divergenze con calci e pugni. Avevano allora pensato che qualcosa di più meditativo come lo yoga e la meditazione con un monaco tibetano potesse essere utile… ma l’unico risultato fu che i due si chiusero nei loro pensieri e non parlarono più per giorni.

Quindi, un giorno, nell’estremo tentativo di far trovare un accordo e una serenità ai propri figli, i due coniugi decisero di separarsi e portare con sé ognuno uno dei due gemelli. Testa così seguì il padre, un ingegnere elettronico e Cuore seguì la mamma, una dolce maestra elementare. La vita della famiglia, seppure separata, sembrava aver trovato finalmente un equilibrio e, soprattutto, una certa tranquillità…

Un giorno, però, mentre Testa stava aiutando il padre in un difficile esperimento, nel tentativo di raccogliere gli occhiali che le erano caduti sul pavimento, inciampò su di una coperta di lana e questo le fece scendere una lacrima. “Che succede, figlia mia?” chiese, preoccupato, il padre.

“Nulla” rispose la piccola, anche se era lacerata dentro di sé da un dolore che non sapeva definire. Per darsi un tono raccolse la coperta e la chiuse nell’armadio, dove però ritrovò anche una scatola rivestita da un foglio colorato. La vista di quella scatola fece riaffiorare nella bambina dei bei ricordi: così l’aprì e rilesse, sorridendo, tutto ciò che c’era scritto nei fogliettini sgualciti che erano riposti lì. E, man mano che li leggeva, si accendeva una luce nei suoi occhi, luce che divenne uno scintillio di gioia, quando ebbe per le mani uno in particolare, nel quale c’era un disegno sotto cui Cuore aveva scritto qualcosa. Nel vede il disegno che ritraeva lei e il fratello intenti a rincorrersi, fu colta da una forte nostalgia e, tirando il padre per il braccio, disse: “Papà, papà, ma perché non torniamo a casa nostra con mamma e Cuore? Mi mancano tanto!”

Il padre spiegò che anche a lui mancavano tanto la moglie e il figlio, ma che purtroppo, lei e Cuore insieme non riuscivano proprio a stare. Per tutta risposta la bimba disse: “Ho un’idea, te la spiego mentre andiamo.”

“Andiamo dove?” chiese il padre, cercando di capire le intenzioni della piccola, che però continuava a camminare senza dare spiegazioni. Seguendo la piccola Testa, così, l’ingegnere si ritrovò in un’agenzia di viaggi abbandonata. “Ma che ci facciamo qui?” si chiese sempre più confuso. Testa spiegò al padre che aveva un impegno speciale da svolgere lì e che aveva bisogno di lui. “Ok… dimmi, vuoi che partiamo per le vacanze? Se è così, dobbiamo cercare un’agenzia aperta” disse l’uomo.

“No, nulla di tutto ciò…” rispose Testa, mostrando al padre il disegno che aveva trovato nella scatola e chiedendogli di leggere la frase scritta da Cuore. “Ma che significato hanno queste parole?” disse il padre, disorientato.

“Anche io, quando Cuore ha scritto questa frase non ho capito… ma oggi, quando ho ritrovato il disegno, ho compreso ciò che la mia sorellina voleva dirmi: siamo qui perché Cuore, quando andò via mi disse che c’era un solo posto e un solo modo per rappacificarci: incontrarci lì dove tutti i viaggi hanno inizio. Ho, però, un gran rimpianto: non esserci venuta prima!”

Sempre più perplesso, l’ingegnere si guardò attorno, cercando di vedere sua moglie e suo figlio… ma non vedeva proprio nulla. “Lo so, papà, è difficile vedere ciò che cerchiamo… ma ho capito solo ora, che sono lontana da lui, che Cuore è una parte di me e noi non saremo mai lontani… e la stessa cosa è per te e la mamma, quindi chiudi gli occhi e pensa a loro, lasciandoti andare ai tuoi sentimenti e vedrai che ci raggiungeranno!”

E così, proprio nel momento in cui il padre seguì il suggerimento della figlia, la famiglia si ricongiunse e Testa riuscì finalmente a riabbracciare. Quel periodo di lontananza insegnò ai due fratelli che Testa e Cuore, anche se diversi, non possono essere divisi, perché da soli sono incompleti.

 

Antonella Straziota
Nasce a Bari nel 1971, laureata in scienze politiche, da dieci anni vive a Malgrate.
La sua passione è scrivere per diletto, e grazie alla sua immaginazione scrive racconti per bambini.
È autrice dei libri “Favole e… favole” e “Natale con fantasia” pubblicati in self-publishing, e della collana “Ai e Sil alla ricerca della sicurezza perduta” (raccolta di sei libri per bambini sul tema della sicurezza), pubblicato dalla casa editrice AIESiL. Ama la natura, la lettura, i gatti e fare passeggiate.


LEGGI ANCHE

RUBRICA, IL RACCONTO. “LA PAGINA STRAPPATA”

> QUI ALTRI RACCONTI

 

 

Pubblicato in: Cultura, Malgrate, Il Racconto, Hinterland Tags: 

Condividi questo articolo

Articoli correlati