AUSER SOLLECITA IL VACCINO
PER I PROPRI VOLONTARI

LECCO –  Mentre in Italia le vaccinazioni vanno a rilento, chi vuole essere vaccinato non comprende i motivi dei ritardi e chiede di provvedere al più presto.

Tra le categorie con alti livelli di contatti interpersonali vi sono le associazioni di volontariato, che chiedono di essere protette. Oggi è il presidente provinciale di Auser Lecco, Claudio Dossi, a far sentire la propria voce in una lettera aperta  indirizzata a rappresentanti politici e istituzioni.

“I nostri volontari che si occupano dell’accompagnamento sociale di anziani e disabili siano vaccinati al più presto contro il Covid”.

Svolgiamo diecimila servizi all’anno, ogni giorno trasportiamo con i nostri mezzi centinaia di persone fragili verso ospedali e centri di cura, oltre ad aiutarle a svolgere tante altre attività fondamentali, come la spesa. Insomma, i nostri volontari sono esposti quotidianamente al rischio contagio, nonostante tutte le misure di protezione adottate fin dall’inizio della pandemia.

I nostri volontari donano il loro tempo per gli altri, con sacrificio e abnegazione. Quando tornano da un trasporto, leggo nei loro occhi la soddisfazione per l’opera di bene svolta, ma anche la paura di poter aver contratto il virus. Non chiedono nulla, ma so che desiderano essere vaccinati e così tutelati nel loro impegno giornaliero.

Abbiamo scritto ad ATS e al presidente della Conferenza dei Sindaci chiedendo che i nostri volontari siano assimilati agli operatori sanitari volontari, in modo da poter aver accesso alla vaccinazione. Non abbiamo avuto risposta.

Non intendiamo ricattare il sistema sanitario pubblico, minacciando di interrompere i nostri importanti servizi offerti alla collettività. Anzi, stiamo moltiplicando i nostri sforzi, ad esempio offrendo la nostra disponibilità ad accompagnare presso i centri vaccinali gli over 80 che non hanno una rete familiare o amicale pronta a sostenerli.

Ma non possiamo restare in silenzio. Con rispetto, ma ad alta voce, chiediamo di essere messi in condizione di offrire la nostra solidarietà alle persone fragili della società.

Auspichiamo che questo appello sia condiviso anche dai consiglieri regionali del nostro territorio e che di questa istanza possano farsi portavoce presso l’Assessorato regionale al welfare, affinché i volontari della nostra associazione, ma anche tutti quelli delle altre realtà che si occupano di trasporto sociale, possano essere vaccinati contro il Covid”.

Pubblicato in: Associazioni, Sanità, Covid-19, Città, Hinterland Tags: 

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